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Addio ai cacciatori di teste: ora ci pensa l’intelligenza artificiale

I cacciatori di teste.
A tratti sembra una figura mitologica. Eppure esistono, sono tanti e hanno il compito di trovare la persona adatta a ricoprire una determinata posizione all’interno di un’azienda.
In futuro però le cose potrebbero cambiare. L’intelligenza artificiale, già largamento utilizzata in ambito HR, sembra davvero pronta a sostituire gli head hunter. Non solo nella selezione del personale ma anche durante i primi colloqui.

L’intelligenza artificiale sostituirà i cacciatori di teste

Il mondo dell’HR (o Risorse Umane, se preferite) sta cambiando. E parte del cambiamento lo dobbiamo all’integrazione dell’intelligenza artificiale in questo settore. Già oggi il 60% delle aziende (dati HR Executive) sta utilizzando l’IA per gestire al meglio le proprie risorse umane. Una percentuale significativa se considerate che nel 2021 ci fermavano al 2021. Questo però è solo l’inizio: nei prossimi 4 anni arriveremo a toccare quota 82%.

Ma cosa fa effettivamente l’intelligenza artificiale? E cosa farà nel prissimo futuro

In quanto azienda innovativa siamo sempre attenti all’evoluzione digitale che sta influenzando tutti i principali settori operativi – afferma Ernesto Di Iorio, CEO di QuestITIl mondo delle risorse umane è sicuramente uno degli ambiti più liquidi e in costante mutamento grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale e ad una serie di tecnologie di ultima generazione. Oltre alla realizzazione di una piattaforma ad hoc per i nostri partner in ottica recruiting, basata sull’utilizzo di uno speciale algoritmo di ranking utile a selezionare il migliore tra un ampio numero di candidati, noi di QuestIT stiamo lavorando a qualcosa di ancora più innovativo. In questo caso specifico saranno protagonisti i nostri assistenti virtuali di ultima generazione che, grazie proprio all’utilizzo dell’IA, saranno in grado di effettuare dei veri e propri colloqui preliminari, monitorando ed interpretando al meglio le risposte, il tono of voice e le espressioni facciali dei candidati”.

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Asia, l’Artificial Human di QuesIT che riconosce gli stati d’animo

Ebbene sì, niente più cacciatori di teste. L’intelligenza artificiale può già essere impiegata nella selezione del personale, aiutando le aziende ad individuare i candidati più adatti o quanto meno a scartare quelli meno adatti al ruolo. Tra qualche anno poi non dovrete preoccuparvi nemmeno di effettuare i tradizionali primi colloqui: l’IA potrà occuparsi anche di questo.

E non è finita qui. Questa tecnologia infatti potrà essere adottata per gestire meglio i carichi di lavoro ma anche per comprendere le opinioni dei professionisti ed evitare la fuga di talenti.

È davvero quello che vogliamo?

intelligenza artificiale per le risorse umane

L’intelligenza artificiale può fare per noi qualcosa che indubbiamente non è nostra abitudine fare: rendere il processo obiettivo, scienficio. In tutti i campi e per tutte le applicazioni.
La domanda però è un’altra: è quello che vogliamo?
Sì e no.
Da un lato infatti l’IA può aiutarci a scremare i candidati e a raccogliere dati, dall’altro però non siamo certi pronti a lasciare nelle mani della tecnologia tutto ciò che riguarda le risorse umane. L’intuizione e l’empatia indubbiamente continueranno ad avere il loro peso. Insomma, difficilmente rinunceremo al tocco umano perché sì, può farci prendere la decisione sbagliata, può obnubilare un po’ il giudizio, ma non siamo certi pronti a lasciarlo andare. Non ora, e probabilmente nemmeno in futuro.

Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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