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Dal chilometro zero al metro zero con Serranova

Il valore del chilometro zero e del cibo cresciuto in condizioni trasparenti e biologiche è aumentato molto negli ultimi anni, ma qual è lo step successivo in questa progressione? A darcene un assaggio è la startup Serranova, che tramite alcune tecnologie chiave e innovative sta portando sul mercato delle serre capaci di produrre cibo di qualità riducendo al minimo i consumi. Per parlarcene abbiamo intervistato Stefano Chiocchini, CEO e Presidente di Serranova.

Le rivoluzionarie serre fotoluminescenti di Serranova

Alla base dell’offerta di Serranova c’è una tecnologia rivoluzionaria, poco digital ma molto tech. L’azienda ha infatti sviluppato un vetro fotoluminescente capace di assorbire la luce e riemetterla a determinate lunghezze d’onda, tra i 400 e i 700 nanometri, che corrispondono a quelle ideali per la crescita delle piante.

Tutto è nato in maniera casuale” ci racconta Chiocchini “Io sono un architetto e un designer. Stavo progettando delle lampade fotoluminescenti, che ottenevano queste proprietà tramite delle terre rare. Provando diversi toni di colore, ho trovato un fucsia particolare che mi piaceva. Ho provato un telo con questa miscela su una pianta, che l’ha portata a crescere in maniera sorprendentemente veloce. Ho fatto studiare il tutto alla facoltà di Agraria di Modena e Reggio Emilia, che dopo 10 mesi di esperimenti hanno certificato la capacità di conversione della luce alle frequenze ideali per la fotosintesi”.

Un potente mix tecnologico

La fotoluminescenza è però solo un pezzo del puzzle, anche se da sola permette la crescita delle piante “fino a 3 volte le dimensioni in un quinto del tempo”. Le serre prevedono infatti altri due componenti: un substrato fibroso con concime bio a lento rilascio e un sistema di pulizia dell’aria che, attraverso lame d’acqua, fa precipitare pollini, polveri, batteri e altre impurità. “Il risultato è un ambiente puro. Le piante crescono sane e molto velocemente”, con proprietà nutritive e organolettiche estremamente rafforzate.

Ovviamente non è finito qui il discorso tecnologico: il consumo di acqua è controllato e ridotto in maniera ottimale. “Il nostro sistema permette di risparmiare tantissima acqua. Invece di un sistema a irrigazione puntale, allaghiamo le vasche con 2 centimetri d’acqua, in modo da fare penetrare l’umidità nel substrato. Dopo 5 minuti, durante i quali la pianta ha preso l’acqua di cui ha bisogno, la leviamo, prima ancora che evapori, e la rimettiamo nella cisterna dopo averla filtrata. In questo modo consumiamo un decimo dell’acqua delle culture idroponiche”.

Anche l’elettricità è usata in maniera più efficiente di tecniche come il vertical farming. “Anche le nostre serre utilizzano dei LED, ma in maniera diversa. Innanzitutto, quelle da esterno li utilizzano solo nelle ore della mattina e della sera in cui c’è troppa poca luce, lasciando comunque un periodo di off notturno necessario al normale ciclo biologico della pianta. I nostri LED poi non illuminano direttamente le piante, ma caricano il vetro fotoluminescente che poi emette la luce alla frequenza giusta. Quindi i nostri LED, sono accesi 1 minuti, e poi per 9 minuti sono spenti mentre il vetro riemette la luce. E non servono infine dei costosi LED grow, bastano dei comuni LED a luce bianca fredda”.

Un’offerta capillare

Serranova ha declinato questa soluzione in un’offerta adattabile a molte esigenze differenti. Abbiamo innanzitutto le serre più semplici da esterni e disponibili nei tagli Midi (3×3 metri) e Maxi (3×6 metri). Queste serre sono pensate per la crescita di un orto privato o comunale oppure per realtà come una scuola, un ristorante o un agriturismo. Per il mercato degli chef è stata sviluppata anche la Serra Chef. Dalle dimensioni di un doppio frigorifero, può essere utilizzata in appartamento o cucine.

La terza soluzione, la più grossa, è in fase di definizione, e sarà destinata alla grande distribuzione organizzata. “Siamo in contatto con un distributore che ha tantissimi supermercati in Italia e vorrebbe una produzione a stretta vicinanza con i punti vendita. Parliamo di serre da 52 metri per 8.5 metri, che consentono, su quattro ripiani, di avere tantissime coltivazioni”.

Serranova proiettata verso il futuro

Dopo la scoperta della tecnologia, è iniziato il percorso imprenditoriale, con la creazione dell’azienda e la registrazione dei brevetti nel 2019. A settembre di quell’anno l’azienda è stata subito riconosciuta alla fiera del verde Flormart, dove ha vinto il premio come Migliore startup di green d’Italia.

Grazie alla selezione di TILT e di MadeIn.IT siamo stati scelti per andare al CES 2020, dove abbiamo riscontrato un fortissimo interesse. Ad inizio febbraio 2020 abbiamo incontrato in Umbria chef famosi”. Poi, però, è arrivata la pandemia, che ha rallentato le cose. “Questo periodo ci è servito per capire molte cose, per sviluppare approfonditamente i prodotti, e ora siamo pronti per la produzione industriale. Stiamo cominciando a vendere le nostre serre e stiamo portando avanti una ricerca e sviluppo molto importanti”.

La Serra Chef, ad esempio, si è rivelata un importante vettore di internazionalizzazione. “È molto facile venderla all’estero, perché in pratica è un elettrodomestico. Non potendo vendere, come in Italia, le piante in accrescimento, abbiamo ideato un sistema di fornitura periodica di pods e semi con il substrato già pronto da spedire e piantare”.

L’obiettivo per il CES 2022, dove Serranova tornerà sempre insieme a MadeIn.It, sarà quello di sbarcare veramente negli USA. “È un mercato molto importante, capace di recepire i nostri prodotti. Abbiamo fatto un contratto con un’azienda che in pratica costruisce degli edifici di altissimo livello a NY e ha messo in progetto delle serre nostre sul tetto. I condomini andranno con badge e potranno ritirare gli ortaggi”. Un passo verso la realizzazione del sogno alla base di Serranova, ovvero “vedere il tetto degli edifici coperti di nostre serre per avere prodotti a metro zero, eliminando la CO2 dei trasporti e assicurando la disponibilità di cibo fresco”.

Maggiori informazioni su Serranova disponibili sul sito ufficiale dell’azienda.

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Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.

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