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Il coaching sviluppa i talenti, anche in smart working

L'evento di AIDP, CoachHub e AON racconta la crescita nel contesto ibrido

Con la presenza sul luogo di lavoro che diventa sempre più ibrida, come è possibile coltivare i talenti all’interno dell’azienda? All’evento organizzato da CoachHub, AIDP e AON emerge una risposta importante: il coaching, specie quando flessibile e digitale.

CoachHub, AIDP e AON: il coaching in un contesto ibrido

Chi ha partecipato anche solo a un ritiro aziendale o ha letto un libro sulla leadership sa che la capacità di adattarsi è una delle virtù fondamentali per ogni buon dirigente, e non solo. Nell’ultimo anno e mezzo, tutto il mondo del lavoro ha dovuto abituarsi a un cambiamento strutturale, velocizzato dalla pandemia. L’intera struttura di moltissime aziende sta facendo i conti con lo smart working. Anche la possibilità di coltivare i talenti: è possibile farlo in ambiente ibrido?

Con questo quesito in mente, il 24 novembre la nuova sede milanese di AON ha tenuto un evento che abbiamo trovato interessante. Ha moderato la serata Alessandro Montanari, vice referente dell’Area Innovazione e futuro del lavoro di AIDP (Associazione Italia per la Direzione del Personale). E sono intervenuti Claudio Dozio, EMEA People Office Director di Aon, insieme a Mauro Magni, Senior Transformation Consultant CoachHub. Ma hanno raccontato la loro esperienza anche Chiara Colombo, Learning Manager KPMG, e Alessia Tistarelli, Area Manager Retail nella DTR Firenze centro-est di Monte dei Paschi di Siena.

Nuovi valori nel mondo del lavoro: l’importanza della gentilezza

Il primo intervento di Claudio Dozio, padrone di casa nella nuova sede Aon, ha spiegato in maniera semplice ma efficace i nuovi paradigmi con cui si valutano le situazioni aziendali, per rilanciarsi. Un’analisi che, rispetto al passato, tiene conto di molte più realtà contemporaneamente.

  • IQ: con questa sigla, quella del quoziente intellettivo, si “riassume il bagaglio di nozioni nel DNA di un’azienda. Il know-how, il valore aggiunto che l’azienda può dare al mercato. Che resta il primo indice per capire quale direzione prendere, sia sfruttando i punti di forza che rimediando dove si è carenti.
  • EQ: sottintende la parte ‘emozionale’, che negli ultimi anni continua a dimostrarsi fondamentale nelle aziende che funzionano bene. Sotto questo grande ombrello rientrano parole come innovazione, ascolto e fiducia. Con la necessità di “creare un ambiente aziendale dove poter essere ragionevolmente se stessi“.
  • MQ: la cui ‘M’ sta per Meaning, significato, senso. Dozio spiega come sempre di più ai colloqui si chieda “come fare la differenza”. Dare senso al proprio rinnovo permette quindi di generare una spinta positiva, oltre che attirare talenti.

Senza mezzi termini, Dozio spiega che “nei settori EQ ed MQ, il coaching più fare la differenza”. In questo ambito, spiega che una parola poco considerata sul mondo del lavoro è ‘gentilezza‘. La capacità di ascoltare i propri dipendenti, così come colleghi e superiori, permette di generare team propositivi e attivi. Inoltre, permette di “prendersi cura delle persone” con cui si lavora. Che al di là del valore morale, permette di creare senso di appartenenza all’azienda.

Dozio conclude il suo intervento con la “speranza di vedere una nuova generazione di leader gentilisul mondo del lavoro. Qualcosa che ha potenziale a livello umano, ma anche economico.

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CoachHub e il coaching flessibile, chiave per sviluppare talenti in ambiente ibrido

Mauro Magni continua spiegando come ci siano sulla piattaforma di CoachHub circa 3000 coach che possono aiutare dirigenti e dipendenti a lavorare sull’aree illustrate da Dozio. E che possono farlo con grande flessibilità. La chiave di volta di CoachHub è la sua piattaforma digitale, che permette di organizzare sessioni individuali con grandissima libertà.

Qualcosa che Alessia Tistarelli ha provato di persona. Spiega che fa parte di un progetto pilota della banca per seguire sessioni individuali di coaching. “Ma sono stata io stessa a chiedere di poterle fare, perché mi interessava molto questa realtà. E una volta finite le sessioni da tre mesi assegnatami dalla banca, ho voluto continuare con l’esperienza“. Qualcosa che la piattaforma permette di fare con agilità estrema.

Tistarelli racconta con trasporto come crede di “sviluppato una capacità comunicativa più efficace con gli strumenti che il coaching ha messo a disposizione, sia con i sottoposti che con i capi”. Ma per lei non si tratta solamente di fare il punto della situazione e capire come migliorarsi sul luogo del lavoro. Dopo queste sessioni dice convinta che “siamo l’arma migliore che possiamo avere”, sia nella vita professionale che in quella privata.

Chiara Colombo spiega che KPMG assume quasi mille persone, avendo una prospettiva senza paragoni sul mondo del lavoro italiano. E parla del coaching come una risorsa davvero importante per le aziende. Che hanno bisogno di questo tipo di iniziative proprio in questo momento, in cui diventa più complesso gestire la forza lavoro, sempre più ibrida. Anche dirigenti esperti sentono la necessità di lavorare per comprendere al meglio come sfruttare le potenzialità di questo nuovo sistema. Il coaching può essere una chiave per scoprirlo.

Il mondo del lavoro sta cambiando. Anche quello del coaching. Trovate i dettagli sull’offerta di coaching di CoachHub sul sito ufficiale.

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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