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Nice è presente a ISE 2024 con le sue soluzioni di smart building

La nostra redazione, partecipando a ISE 2024 a Barcellona, è stata ospite allo stand di Nice; un’azienda fondata in Italia nel 1993 partita dall’ home automation per arrivare oggi a essere una multinazionale di riferimento anche per quanto riguarda home security e smart home. Nice affonda le sue radici nel mercato dell’ automazione domestica e la tecnologia che sviluppa non ha mai abbandonato quella strada.

Abbiamo già parlato su queste pagine del nuovo ecosistema di Nice presentato a ISE. Siamo andati a scoprirlo meglio con l’aiuto di Juan Pablo Boz, Chief Marketing & Information Officer di Nice Group.

Le due anime di Nice

Boz ci ha spiegato che i prodotti di Nice partono da un sistema di controllo comune, il Nice Home Management System ma si differenziano su due offerte distinte. Da una parte la linea Home e dall’altra quella professionale. Le due tipologie di prodotto non si distinguono tanto per funzionalità quanto per filosofia di applicazione.

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La linea Yubii Home

La linea Home

Yubii Home è pensata per un’applicazione semplice e non invasiva in una ambiente dove esiste già un impianto che deve essere reso più smart. Si compone di una centralina in grado di pilotare fino cinquanta dispositivi che possono arrivare a 230 con Yubii Home Pro. Questi dispositivi sono fondamentalmente sensori e attuatori prodotti direttamente da Nice. Troviamo sensori di luminosità e presenza che possono essere usati per pilotare deviatori e prese intelligenti. La logica con cui instaurare un rapporto azione e reazione tra sensori e attuatori è lasciata all’utente tramite i servizi online del cloud di Nice. I servizi online di Nice permettono di monitorare lo stato dei sensori, stabilire delle dipendenze e, ovviamente, anche di monitorare i consumi.

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La linea professionale

La linea professionale di Nice che abbiamo visto a ISE 2024 rimane nell’ambito domestico ma cambia approccio. Viene proposta per impianti più impegnativi in cui serve fare un cablaggio strutturato in fase di installazione dell’impianto. La linea prevede una serie di apparati da montare a rack in un locale tecnico. Sono pensati per impianti di una certa importanza e hanno costi di istallazioni più impegnativi. Volendo, possono adattarsi anche a un locale o a un luogo di lavoro piuttosto esteso con necessità di filodiffusione e controllo centralizzato di luci e riscaldamento.

Un sistema aperto

Nice, ci viene detto durante la visita, non è un sistema che intende ingabbiare l’utente con i suoi prodotto. Infatti, sempre più vendor oggi supportano sistemi di domotica aperti come OpenHAB o Home Assistant.

Nel caso di Nice, però, possiamo dire che la cosa si spinge anche un po’ oltre. Nel senso che l’azienda non si limita a costruire dei dispositivi in grado di rispondere a un protocollo pubblico. Il servizio online offerto da cloud di Nice è una parte importante della loro architettura ma non è indispensabile. In caso di mancanza di connettività verso l’esterno il sistema continua a funzionare usando solo la rete locale. Le uniche funzioni mancanti saranno le temporizzazioni e le risposte automatiche agli stimoli dei sensori, che sono gestite all’esterno. Questo, ci risponde Boz a domanda diretta, anche nello spirito di accontentare tutti quegli utenti molto attenti ai loro dati personali che non vedono di buon occhio il fatto che la rilevazione del termostato debba per forza passare per il cloud di una terza parte per poter essere comunicata al calorifero.

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Installazione dimostrativa allo stand

L’integrazione con l’esterno dell’abitazione

Uno degli aspetti che abbiamo trovato più interessanti di Nice arriva proprio dalla loro storia. All’inizio del suo percorso l’azienda era specializzata sopratutto in sistemi di automazione appena al di fuori del perimetro abitativo. Ad esempio, meccanismi di apertura per cancello e garage. Da li, è poi entrata anche all’interno delle mura domestiche.

Di fatto però, la domotica esterna non è stata abbandonata ma, anzi, si integra con quella all’interno. Tutte le centraline Nice, infatti, oltre che WiFi supportano anche un sistema di comunicazione radio proprietario che collega i due mondi. Pertanto, diventa possibile accendere le luci e disinserire il segnale dall’allarme nel momento in cui la porta del garage viene chiusa dall’interno.

Questo tipo di integrazione può essere secondo noi di interesse per aziende che devono gestire domotica anche all’esterno dell’ufficio; ad esempio per operai o mezzi in movimento, magari su più sedi.

L’intelligenza domotica come servizio

Alla fine della visita abbiamo posto a Boz una domanda sulla base dell’osservazione che, in questo momento, il sistema di Nice contabilizza l’uso dell’energia ma non integra ancora un sistema di intelligenza artificiale per aiutare l’utente a capire come spendere di meno.

Abbiamo chiesto se, a suo parere, è possibile che un domani ci saranno aziende che si occuperanno unicamente dell’infrastruttura domotica (possibilmente aperta) e altre che invece si occuperanno di fornire il servizio di casa smart, gestendo la parte energetica della domotica per conto dei loro clienti.

Secondo Boz la cosa è futuribile e, senza fare nomi, si cominciano già a vedere delle startup che nascono con questo intento. Il problema importante da risolvere, però, è il modello di business che queste startup devono adottare. Perché, in questo momento, non è ancora perfettamente chiaro come poter creare valore con questo genere di servizi.

Chi è interessato ai prodotti e servizi offerti da Nice può approfondire facendo riferimento al loro sito web.

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