FeaturedScenarioSicurezza

Smart City e Cybersecurity, come costruire città connesse e sicure

Trend Micro ha organizzato una tavola rotonda con esperti e istituzioni per capire le città del domani

Le città sono sempre più connesse fra loro. Servizi digitali e fisici si fondono per rendere i luoghi in cui viviamo più intelligenti, grazie anche a nuovo risorse come l’IoT e il 5G. Ma quando l’intera città arriva in rete, bisogna aumentare necessariamente il livello di sicurezza. Da questa esigenza nasce l’evento di Trend Micro dedicato alla Cybersecurity delle Smart City, una tavola rotonda con esperti e istituzioni per parlare di questo importante argomento.

Smart City e Cybersecurity, la tavola rotonda di Trend Micro

L’evento digitale di Trend Micro a cui abbiamo partecipato ha coinvolto diverse personalità di spicco. Sono intervenuti a vario titolo Alessandra Todde, Viceministra allo Sviluppo Economico, Francesco Andriani, Segretario Generale AssoRtd, Associazione Nazionale dei Responsabili per la transizione al digitale, Stefano Corti, 8° Commissione (Lavori pubblici, Comunicazioni) Senato, Federico Mollicone, VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) Camera dei Deputati, Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia, Giulia Pastorella, EU Government Relations Director Zoom e Piero Tatafiore, Direttore The Watcher Post. Questo è il secondo delle #TMCyberTalks, una serie di incontri per sviluppare una contaminazione positiva fra Pubblica Amministrazione e imprese sul tema della transizione digitale.

Un mondo di nuove possibilità

Negli ultimi due anni quanto mai prima, abbiamo capito che il digitale offre risorse importanti alla società. Sta rivoluzionando il mondo del lavoro, quello delle relazioni sociale. E sta rimodellando le nostre città. Come spiega Giulia Pastorella, EU Government Relations Director Zoom: “Il digitale consente di sviluppare tutta una serie di servizi per rispondere ai bisogni dei cittadini e migliorare le loro vite all’interno delle città. Se pensiamo al mondo del lavoro, oggi grazie alle nuove tecnologie possiamo adottare nuovi modelli organizzativi in forma ibrida, in parte da remoto e in parte in ufficio, che ci permetteranno di rendere le città del futuro sempre più inclusive, ad esempio decentralizzando gli spazi di co-working anche nelle aree periferiche.”

smart city

Ma un cambiamento tanto epocale non può essere subito, va governato. Come spiega la viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde: “Nel processo di costruzione delle nuove città, l’innovazione e la tecnologia devono andare di pari passo con l’urbanistica e lo sviluppo sostenibile. Con questo obiettivo, stiamo portando avanti una serie di iniziative. Come il programma Smarter Italy, per sperimentare servizi innovativi su alcune aree d’intervento strategiche come smart mobility, beni culturali e benessere dei cittadini. Questi progetti, che coinvolgono non solo i grandi centri ma anche i piccoli borghi, sono fondamentali per trasformare le città in smart city in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.”

Smart City e Cybersecurity: i rischi di essere interconnessi

Fare parte di un sistema dà innumerevoli punti di forza. Una città interconnessa offre servizi migliori perché può coordinare gli sforzi di diversi attori. L’esempio più lampante in questi casi è quello della mobilità. Coordinare i mezzi pubblici, i servizi di sharing, i semafori intelligenti e molto altro può ridurre il traffico e le emissioni. Ma al tempo stesso, la connessione è un rischio.

Lo spiega bene Gastone Nencini, Country Manager di Trend Micro Italia. “Oggi la superficie esposta agli attacchi è talmente vasta e tutto è così interconnesso, che i cybercriminali potrebbero scegliere di colpire un punto apparentemente inutile o casuale solo per guadagnarsi un punto di entrata in una specifica rete, e poi muoversi verso il reale obiettivo.”

Un attacco all’artigiano di quartiere potrebbe celare una strategia di attacco verso l’istituzione. Per questo serve “monitorare, denunciare e gestire ogni incidente informatico e considerare sempre la sicurezza come parte integrante dei processi.”

Inoltre, spiega: “Da un punto di vista tecnologico, soluzioni XDR di monitoraggio e risposta diventano cruciali per comprendere cosa accade realmente, cosa i cybercriminali vogliono attaccare, quali sono i punti deboli di accesso e come proteggersi.

L’educazione digitale diviene ancora più centrale

La gestione smart delle città permette un approccio più agevole sotto molti punti di vista: i trasporti, i servizi. Ma l’ampliamento della superficie d’attacco rende il sistema più vulnerabile agli attacchi hacker. Se tutta la viabilità di una città è gestita in rete, serve una sicurezza ancora più ferrea perché dei malintenzionati non possano attaccarla.

Il primo passo però non può essere solo tecnologico, ma anche culturale. Come spiega Francesco Andriani: “La trasformazione digitale passa dalla tecnologia ma anche e soprattutto da processi di formazione e informazione atti a creare una cultura digitale che sia di supporto alle persone che lavorano negli enti interessati. Purtroppo in Italia vediamo troppo spesso mettere in campo progetti di trasformazione digitale. Che però sono carenti dal punto di vista della compliance e per quanto riguarda i dettami del GDPR.

Le istituzioni sono fermamente consapevoli della cosa. Il senatore Stefano Corti spiega che il Governo “sta investendo molto sulla cybersecurity, per evitare che si ripetano gli attacchi che negli ultimi mesi hanno colpito il nostro Paese.” Al tempo stesso però, la sola tecnologia non è sufficiente: “Oltre agli investimenti necessari per mettere in sicurezza le infrastrutture strategiche, è fondamentale puntare sul tema dell’education, in modo da diffondere la cultura digitale tra tutta la popolazione e aumentare la consapevolezza sull’importanza di proteggere i nostri dati da attacchi informatici.”

Un tema che riprende anche il deputato Federico Mollicone. “L’istituzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è un primo passo per rafforzare la Cyber Security di questo Paese ma non è abbastanza. Bisogna garantire una generale consapevolezza sui temi della sicurezza cibernetica soprattutto nei giovani, e nei dirigenti pubblici. L’Agenzia in questa nuova cornice potrà essere il perno di una serie di politiche per l’impresa, la PA e i privati cittadini“.

La Smart City può essere il motore innovativo che cerchiamo. Ma va governata e gestita. Anche dal punto di vista della Cybersecurity, ancora più centrale in un mondo sempre più interconnesso.

Potete rivedere l’evento al seguente link, mentre qui trovate tutte le informazioni necessarie su Trend Micro.

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button