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I suggerimenti di Poly per essere efficaci anche in Smart working

Dopo le ultime vicende riguardo al COVID-19, molte aziende hanno attivato il progetto “smart working” per garantire una costante funzionalità della propria attività senza mettere a rischio, in luoghi affollati, i propri dipendenti. Tuttavia, questa modalità di lavoro digitale non è solamente limitata a situazioni di pericolo, ma può diventare anche uno strumento molto utile per abbattere la diversità di genere che, purtroppo, impera ancora in molti settori. Inoltre, il testo proposto da Sonal Bisht, fornisce alcuni consigli su come migliorare la produttività e l’efficacia di lavorare da casa.

A parlare di tutto questo, come sopracitato è Sonal BishtHead of Corporate Communications EMEA di Poly.

Work-life effectiveness e parità sul luogo di lavoro: dalla tecnologia un aiuto fondamentale

Gli esperti la chiamano work-life effectiveness, una strategia e un’organizzazione del proprio tempo che punta a una gestione degli impegni professionali e delle necessità personali efficace e di lungo termine. Un obiettivo, ma talvolta anche una necessità, per tutti i lavoratori, spesso impegnati in difficili equilibrismi tra vita privata e lavoro, nel tentativo mai facile di soddisfare le esigenze di entrambi gli ambiti, in maniera tale che essi si possano integrare in modo organico e sostenibile.

Il lavoro non è un luogo in cui andiamo ma quello che facciamo, e in questo senso un primo passo fondamentale è sicuramente l’implementazione di pratiche di smart working che portino a un ripensamento del modo di concepire il lavoro, basato ora su flessibilità, autonomia e responsabilizzazione. Un approccio orientato agli obiettivi e ai risultati, in cui a la misura della produttività è data dalla qualità e non dalle ore trascorse alla scrivania.

Come evidenziato anche dalla community dell’International Women Day (IWD), lo smartworking gioca un ruolo chiave nell’abbattimento delle barriere per le donne che aspirano a ruoli di leadership. La flessibilità è particolarmente necessaria, soprattutto in quei casi e in quelle società in cui le donne rimangono ancora le principali caregiver e coloro che si occupano delle faccende domestiche, per cui è importante che le aziende comprendano e rispettino le incombenze di cui spesso i loro dipendenti si fanno carico. Allo stesso tempo, affinché le aziende possano attrarre talenti – a partire da quelli femminili – in ruoli di leadership, devono offrire non solo una retribuzione equa, ma anche un corretto work/life balance e concrete opportunità di sviluppo personale e attraverso corsi di formazione digitale e corsi di e-learning.

Il progetto Elena

Il progetto europeo Elena (Experimenting flexible Labour tools for Enterprises by engaging men and women) ha analizzato gli effetti – positivi – per uomini e donne della pratica del lavoro flessibile anche in Italia grazie a un esperimento condotto da Marta Angelici e Paola Profeta. In particolare, l’aumento della produttività rispetto a un lavoratore “tradizionale” è risultato pari al 4 per cento, con valori simili a prescindere dal genere. Alcune differenze si riscontrano, invece, riguardo alla “soddisfazione”, che è più elevata per le donne che usufruiscono del lavoro smart in riferimento al proprio reddito, all’attività che svolgono, al tempo libero, al work- life balance (7,9% contro il 5,4% maschile) e alla vita in generale.

Lo smart working, quindi, si dimostra una misura utile per tutti, uomini e donne. Non solo, il lavoro flessibile è particolarmente promettente anche come strumento per assicurare la parità di genere sul mercato del lavoro. Ad esempio, i dati del progetto Elena certificano che grazie al lavoro flessibile, gli uomini hanno dedicato più tempo alla cura dei figli: un passo fondamentale per ridurre le disuguaglianze del carico di cura tra uomini e donne. 

Appurati gli effetti positivi di questo approccio, si tratta per le organizzazioni di spingere con ancora maggiore convinzione l’adozione di politiche di smart working, che passano necessariamente da una revisione della cultura organizzativa delle aziende supportata da un’adeguata dotazione tecnologica.

I consigli di Poly

POLY – azienda di comunicazione globale che alimenta connessioni e collaborazioni umane significative, combinando una leggendaria esperienza audio e potenti capacità di video e conferenze per superare le distrazioni, la complessità e la distanza che rendono difficile la comunicazione dentro e fuori dal luogo di lavoro – è da tempo impegnata a promuovere questa nuova cultura del lavoro flessibile, attraverso i propri prodotti e attività di consulenza. Sonal Bisht, Head of Corporate Communications EMEA di Poly, sintetizza i quattro principali requisiti tecnologici necessari per creare le condizioni per uno smart working efficiente:

  1. Assicurarsi che i dispositivi aziendali  – come la pluripremiata famiglia Poly Studio X, facile da allestire in un paio di minuti per uso domestico o d’ufficio, adatto a sale riunioni fino a 10 persone –  siano compatibili con le piattaforme di comunicazione e collaborazione più diffuse, tra cui Microsoft Teams e Zoom, in modo che i dipendenti possano interagire con clienti, partner e colleghi ovunque, in qualsiasi momento tramite il loro laptop, tablet o smartphone;
  2. Investire in un sistema di telefonia intelligente (come Poly Elara 60) per permettere ai propri collaboratori di essere facilmente raggiungibili su un numero, tramite smartphone o telefono fisso;
  3. Attrezzarsi con delle cuffie Bluetooth di livello enterprise di qualità dotate multi-connettività e cancellazione attiva del rumore, come i modelli Poly Voyager 4200 o Voyager 5200 della serie Office che garantiscono un audio di alta qualità e la soppressione del rumore indesiderato, consentendo di concentrarsi ovunque;
  4. Collegare una EagleEye Mini Camera al proprio laptop per immagini di qualità video HD di classe business, in modo da sentirsi come se si fosse seduti accanto ai propri colleghi e clienti durante le videoconferenze

Il ridisegno complessivo dell’organizzazione del lavoro per uomini e donne nel nome della flessibilità è la sfida oggi da cogliere: i dati ne dimostrano i benefici per le aziende e i lavoratori e gli strumenti tecnologici oggi consentono di mettere in pratica quelle pratiche di smart working capaci di contribuire a colmare le diseguaglianze di genere sul lavoro.

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Michele Caliani

Innamorato del mondo e affascinato dalle cose impossibili. Convivo con il mio smartphone e la rete. Nella mia vita suono il pianoforte e nel tempo libero grattugio il violoncello.

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