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Data Center, il Meridione e l’incremento della crescita economica dell’Italia

Il Sud Italia è destinato a svolgere un ruolo importante in questo cambiamento, con significativi piani di sviluppo di impianti rinnovabili.

Secondo quanto affermato da Martin Horacek, MRICS Senior Project Manager, BCS Italia, il mercato dei data center in Italia sta vivendo un cambiamento profondo. In particolar modo, il Meridione è destinato a svolgere un ruolo importante in questo cambiamento, con significativi piani di sviluppo di impianti rinnovabili. Cambiamento che vede prendere piede soprattutto nel campo dei data center.

Il Sud Italia aiuta l’economia del Paese in ambito Data Center

Il Sud Italia è destinato a svolgere un ruolo importante in questo cambiamento, con significativi piani di sviluppo di impianti rinnovabili. Ciò rappresenta un’opportunità unica per gli operatori dei data center, che potrebbero prendere in considerazione la realizzazione di strutture iper-specializzate nell’area. Al momento, è la città di Milano a dominare attualmente il mercato italiano, m nonostante ciò il Sud fa intravedere promettenti opportunità di crescita.

Perché proprio il Sud Italia per l’industria del Data Center

I motivi per i quali il Sud Italia è stato indicato come luogo per l’istituzione dell’industria Data Center sono diversi. In primo luogo, il Meridione è ricco di aree industriali dismesse disponibili. Città come Bari, Palermo e Catania sono, poi, ben collegate sia ai cavi marittimi che alla dorsale terrestre. In più, è il previsto lo sviluppo di impianti rinnovabili nella regione per fornire una fonte affidabile di energia. Il Mezzogiorno vanta, infine, eccellenti università tecniche in grado di sostenere la formazione e la crescita di talenti nel settore.

IDC infrastruttura resiliente

Un modo per sfruttare l’energia rinnovabile

Regioni come Puglia e Sicilia hanno il potenziale per sfruttare le energie rinnovabili, andando così incontro all’esigenza del rispetto della sostenibilità. Infatti, l’Italia si trova di fronte all’opportunità unica di trasformare l’area che circonda lo stabilimento siderurgico ILVA di Taranto. Poiché Arcelor Mittal non ritiene più economicamente sostenibile il proseguimento delle attività, il governo sta elaborando un altro piano di salvataggio.

Perché non utilizzare, invece, le centrali elettriche esistenti dell’azienda in combinazione con le fonti rinnovabili previste per i nuovi data center? Le zone meno contaminate dell’ILVA potrebbero essere utilizzate per dare vita a un cluster di data center, simile a quelli presenti a Londra o a Francoforte, offrendo alla regione maggiore centralità e un respiro più europeo.

European Sustainability Policy

L’Italia sta compiendo dei passi importanti per un futuro sempre più green, impegnando a raggiungere gli obiettivi della European Sustainability Policy, con una riduzione del 55% della produzione di CO2 entro il 2030 rispetto al 1990, calcolato nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissioni.

Secondo quanto affermato sempre da Martin Horacek, MRICS Senior Project Manager, BCS Italia, il Paese mira a raggiungere questo risultato attraverso varie misure, tra cui l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia, in linea con l’aggiornamento dei PNIEC del 2023 che entro il 2030 fissa l’obiettivo del 65% dell’energia da consumi elettrici ricavata da fonti rinnovabili.

Gli aspetti positivi per la creazione di Data Center nel Meridione

Il passaggio a fonti di energia rinnovabili rappresenta per l’Italia un’opportunità per creare posti di lavoro e stimolare la crescita economica. Anche la realizzazione di nuovi data center creerà posti di lavoro e attirerà investimenti nella regione, aiutando, tra l’altro, a colmare il divario digitale con il Nord.

Al momento, la maggior parte dei data center si trova nel settentrione, lasciando il Sud in una posizione di svantaggio in termini di connettività e accesso ai servizi digitali. Con la costruzione di data center iper-specializzati in tutto il territorio nazionale, l’Italia può garantire a tutte le regioni del Paese un accesso paritario alle infrastrutture e ai servizi digitali.

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Roberta Maglie

Amante di cinema, serie tv, tecnologia e video games, mi piace approfondire la cultura pop attraverso il battere delle mie dita sulla tastiera del MacBook. La laurea in Comunicazione mi ha dato la spinta per buttarmi nel mondo del giornalismo, regalandomi così l’opportunità di riflettere sui temi più disparati.

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