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Fjona Cakalli intervista Beatrice Borgia di Teoresi Group per “A ruota libera”

Nell’ultimo appuntamento di A ruota libera troviamo una interessante intervista di Fjona Cakalli a Beatrice Borgia: Chief Corporate Development Officer di Teoresi Group. Il gruppo Teoresi è una società internazionale di servizi di ingegneria. La sua mission è quella di dare supporto alle aziende nella creazione di progetti con tecnologie all’avanguardia. Tali progetti spaziano dalle auto a guida autonoma alle nanotecnologie applicate all’ambito medicale.

Le origini di Teoresi Group

Teoresi nasce nel 1987 a Torino sulla base di un’intuizione del suo fondatore: un software da poco rilasciato, MATLAB, sarebbe diventato nel giro di pochi anni uno strumento indispensabile per molti ricercatori. E così, per parecchi rami delle ricerca applicata, è effettivamente stato. Per cui, quella che oggi è una multinazionale di ingegneria del software parte come distributore di una soluzione software. Tuttavia, proprio questo gli permette di entrare in contatto con una serie di realtà produttrici di ricerca e innovazione, sia in ambito pubblico che privato.

Il passo successivo è stato quello di diventare consulenti di ingegneria informatica; facendo ovviamente leva sulla forte rete di relazioni che si era consolidata negli anni. Questo ha portato Teoresi più vicino a quella che è la sua conformazione odierna. Ovviamente, il forte cuore torinese dell’azienda fa si che il primo tipo di industria con cui si va a confrontare è proprio quella automobilistica.

Siamo torinesi, nasciamo a Torino, e quindi diciamo che la prima industria in cui approdiamo e cresciamo è stata proprio l’industria dell’automotive e del trasporto. Intuiamo alcuni dei trend che saranno fondamentali e grazie anche alla lungimiranza di coloro che hanno guidato questo gruppo fin qui capiamo che tutta la parte software stava piano piano diventando sempre più rilevante per ogni industria.

Tutto questo porta Teoresi Group a essere un leader in ambito di transportation. Ovverosia, non solo sulla parte di automotive ma anche per tutto ciò che riguarda il trasporto su rotaia, aereo e urbano.

Negli anni 2000 il gruppo inizia un’espansione in ambito sia territoriale che di mercato. Apre sedi al di fuori del territorio italiano e applica le tecnologie che ha sviluppato anche in ambiti diversi; in mercati ad alto potenziale come per esempio il fintech.

intervista teoresi innovazione automotive

Innovazione in campo automotive

Teoresi, in questo momento, sta dedicando molte energie allo sviluppo di un sistema di guida autonoma. Ne è la prova la city car in cui Fjona ha avuto la possibilità di salire.

In realtà, quel veicolo Beatrice Borgia durante l’intervista preferisce definirlo un laboratorio vivente. Perché, l’obiettivo effettivo dello studio è tutto il complesso ecosistema che va a svilupparsi all’interno dell’abitacolo. Nonostante questo, l’azienda ha anche una serie di progetti più a lungo termine come, appunto, la guida autonoma, che diventerà una realtà in un prossimo futuro. Teoresi sta oggi investendo per crearsi delle competenze ed essere in grado di competere sul mercato quando quel momento arriverà.

Le direttrici su cui ci muoviamo in ambito automotive sono sicuramente tutta la parte di batterie sia a bordo veicolo che a livello infrastrutturale e tutte quelle che sono la guida connessa autonoma, che hanno ovviamente degli obiettivi che che sono più alti: quello di raggiungere una situazione di zero traffico, zero emissioni e zero incidenti.

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Innovazione nelle scienze per la vita

Un secondo campo in cui Teoresi sta veicolando un sacco di energie è quello delle scienze per la vita. Di loro, le scienze per la vita coprono uno spettro decisamente ampio di discipline. Tutte quante, però, stanno attraversando una loro trasformazione digitale. Anche questo, spiega Borgia, è uno di quei nuovi campi dove Teoresi si sta espandendo.

Un esempio di innovazione in questo settore è il progetto NANOCAN (NANOfotonica per la lotta al CANcro). Teoresi ha contribuito, insieme a un consorzio di università e centri di ricerca, a progettare un dispositivo delle dimensione di un ago in grado di combinare terapia e diagnostica in ambito tumorale. L’ obiettivo è quello di creare una procedura minimamente invasiva in grado di fare diagnostica e, solo se necessario, somministrare contestualmente il farmaco strettamente necessario.

L’arrivo di NANOCAN come protocollo medico impiegherà purtroppo molto tempo, ma Teoresi sta lavorando anche su progetti con una applicabilità più immediata. Ad esempio, sistemi che sfruttano tecniche di intelligenza artificiale per la diagnostica di patologie a distanza.

Questo [della diagnostica a distanza n.d.r.] diciamo che è un trend nato con il COVID ma che sicuramente servirà e che avrà tantissime applicazioni poi anche in ambito medicale.

Il problema dell’eccellenza

Portare innovazione e creare tecnologie all’avanguardia necessita, ovviamente, di attrarre i talenti, soprattutto giovani, presenti sul territorio. Questo, lo sappiamo tutti, sta diventando un compito sempre più difficile; soprattutto nel nostro Paese.

Beatrice Borgia ci spiega, continuando l’intervista, che Teoresi è ben conscia di questo problema e si interroga molto su come affrontarlo. Perché il problema non è solo l’essere un polo attrattivo ma anche come permettere ai giovani di crescere ed esprimersi al meglio. Soprattutto, considerando il fatto che si sta parlando di nuove generazioni, con dinamiche e richieste diverse da quelle dei loro manager.

Dobbiamo pensare a cosa può essere rilevante per una popolazione che ha degli altri valori, che è più giovane e che vive con dinamiche diverse. Quindi ci siamo resi conto che il work-life balance diventa molto importante.

Quello che è stato fatto a livello aziendale stato di mettere in piedi un programma di Global Mobility. I giovani possono fare delle esperienze nelle sedi all’estero per crescere e, alla fine, decidono se rimanere dove sono oppure rientrare in Italia. Parlando di rientri, per molti giovani è importante la vicinanza al territorio d’origine. Pertanto, Teoresi sta facendo anche una politica che ha battezzato Southworking: ha aperto una serie di sedi nel sud Italia per intercettare i talenti su quel territorio senza necessariamente richiedergli di trasferirsi.

L’importanza della sostenibilità

Per Teoresi la sostenibilità è una questione a tutto tondo. Non può essere solo finanziaria ma deve essere anche ambientale e sociale. L’azienda, da sempre molto attenta a queste dinamiche, per darsi un metodo di valutazione, ha lanciato recentemente un progetto per un bilancio di sostenibilità. Questo bilancio da una parte misura gli impatti su società, persone e ambiente mentre dall’alltra racconta le politiche che sono state adottate.

I progetti per cui lavoriamo presso i nostri clienti hanno degli obbiettivi più alti di sostenibilità come migliorare la produttività e ridurre gli scarti. Pensiamo a tutta la parte di batterie piuttosto che di scienze per la vita che per definizione e sua stessa natura ha un impatto sociale.

Se volete saperne di più e scoprire tutti i dettagli su Teoresi Group e sull’intervista a Beatrice Borgia, vi lasciamo il video qui sotto. Inoltre, vi aspettiamo anche su linkedin per partecipare alla discussione.

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Autore

  • Dario Maggiorini

    Si occupa di tecnologia e di tutto quello che gira attorno al mondo dell'ICT da quando sa usare una tastiera. Ha un passato come sistemista e system integrator, si è dedicato per anni a fare ricerca nel mondo delle telecomunicazioni e oggi si interessa per lo più di scalabilità e sistemi distribuiti; soprattutto in ambito multimediale e per sistemi interattivi. Il pallino, però, è sempre lo stesso: fare e usare cose che siano di reale utilità per chi lavora nel settore.

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