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L’intelligenza artificiale per la produzione industriale: il punto della situazione di OMRON

Che cosa significa essere “smart” nel mondo dell’industria? Come si può sfruttare l’intelligenza artificiale (AI) in ottica produzione industriale? È possibile rendere le macchine più autonome per risolvere i problemi di carenza di personale qualificato? Ce ne ha parlato Tim Foreman, Research and Development Manager di OMRON, leader mondiale nella fornitura di soluzioni per l’automazione industriale.

Com’è cambiato il concetto di “smart” negli ultimi anni

Foreman spiega come la definizione di “smart” sia cambiata negli ultimi anni, passando da una macchina che esegue bene la sua funzione a una che è in grado di adattarsi alle situazioni impreviste. 

“Dieci anni fa ero molto orgoglioso di quanto fossero smart le macchine della nostra azienda. Ora, a fronte della definizione odierna di ‘smart’, mi rendo conto che in realtà erano piuttosto stupide. Perché? Perché anche se stavano svolgendo la funzione per cui erano state progettate, nel momento in cui incontravano un imprevisto o un evento fuori dall’ordinario si paralizzavano. Ed erano costrette a chiedere all’operatore ‘qual è il mio problema?”, spiega Foreman.

Questo tipo di approccio non è più sostenibile, soprattutto in un contesto in cui il settore industriale soffre di una scarsità di personale qualificato

“Il problema è che negli ultimi dieci anni questi professionisti sono diventati sempre più introvabili. Il numero di nuovi talenti in entrata nel settore non è sufficiente a compensare il numero di lavoratori in età pensionabile. Quando lasciano l’azienda, i pensionati portano con sé la propria conoscenza duramente maturata sul campo, risultato di anni di esperienza. Per ogni lavoratore in uscita, le aziende devono fare i conti con la prospettiva di una forza lavoro meno produttiva e meno qualificata”, continua Foreman.

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Come ottimizzare l’intelligenza artificiale per la produzione industriale?

La soluzione, secondo Foreman, è rendere le macchine più intelligenti e capaci di auto-diagnosi. “I costruttori di macchine progettano sistemi in grado di capire da soli il motivo alla base di un arresto o di un problema. Questo sta già avvenendo in qualche misura. L’uso di sensori che permettono all’incartonatrice di comunicare all’operatore di aver terminato gli stampi, ad esempio. Tuttavia, ciò è possibile esclusivamente ricorrendo all’uso dei sensori. Per portare l’autonomia di un sistema a un livello superiore è richiesta l’intelligenza artificiale (IA), che consente alle macchine di utilizzare algoritmi intelligenti in grado di eseguire analisi sofisticate più simili ai circuiti del cervello umano”, sostiene Foreman.

L’intelligenza artificiale offre enormi potenzialità per l’industria, ma anche delle sfide da superare. Foreman ci indica due ostacoli principali: la tendenza a usare l’AI in modo troppo generico e la difficoltà a gestire la grande quantità di dati prodotti da questo approccio. 

“Per valutare in che modo applicare l’AI nella tua fabbrica, devi innanzitutto individuare il problema da risolvere o il miglioramento da apportare. Comincia da poco, con un problema molto specifico. Dovrai poi raccogliere i dati pertinenti, attività tutt’altro che semplice. Non solo dovrai assicurarti di disporre dei dati corretti, ma anche di memorizzarli al momento giusto e di non perderli. Sarà quindi necessario analizzare tali dati”, spiega Foreman.

Alcuni esempi pratici di OMRON

Alcuni esempi concreti di come OMRON sta utilizzando l’AI nelle sue soluzioni per l’automazione industriale sono il sistema di visione artificiale FH e il controllore NJ. Questi dispositivi sono in grado di rilevare anomalie, ottimizzare i parametri e prevedere i guasti, migliorando così l’efficienza e la qualità della produzione. 

Il Controller AI di OMRON è la prima soluzione al mondo che integra l’intelligenza artificiale “in modalità Edge” (con l’hardware basato su IPC NY5 e la CPU NX7 Sysmac) nella piattaforma di controllo di fabbrica Sysmac. Questa soluzione innovativa permette di monitorare e regolare i parametri di processo direttamente sulla linea di produzione, senza dover trasferire i dati in cloud o in un server centrale. In questo modo, si evitano perdite di efficienza e si garantisce una maggiore affidabilità e ripetibilità delle operazioni.

Un esempio concreto dell’applicazione di questa tecnologia è il caso di un cliente dell’industria alimentare che ha collaborato con OMRON per migliorare l’integrità dei sigilli dei suoi prodotti. Invece di affidarsi al giudizio umano per individuare eventuali anomalie nella testa di sigillatura, la macchina per imballaggio utilizza l’intelligenza artificiale per rilevare e correggere gli scostamenti. In questo modo, OMRON ha contribuito ad aumentare la durata di conservazione dei prodotti di diversi giorni, riducendo al minimo il rischio di sigilli difettosi e quindi di rifiuti da parte dei clienti retailer.

“L’AI non è una soluzione magica, ma uno strumento che può aiutare le aziende a risolvere problemi specifici e a creare valore aggiunto. Il nostro obiettivo è rendere le macchine più intelligenti e più vicine alle esigenze degli operatori”, conclude Foreman.

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