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Una speranza per gli eventi in presenza ai tempi del COVID

La soluzione di S4FE permette di monitorare gli ingressi e gli assembramenti

Una delle cose che questa pandemia ci ha tolto, o che ha almeno reso più incerto, è l’insieme di eventi sportivi, concerti e manifestazioni socioculturali che prima costellavano il nostro calendario. Per quanto ovviamente non sia tra le perdite più gravi dovute alla situazione attuale, il suo impatto socio-economico non è comunque trascurabile, né compensabile completamente dalla crescita degli eventi online. Una speranza potrebbe però arrivare dalla tecnologia, e in particolare dal sistema S4FE, una soluzione tecnologica tutta italiana per il monitoraggio degli ingressi e degli assembramenti recentemente protagonista di due tappe del Giro d’Italia. Per farcela raccontare abbiamo quindi intervistato due membri della giovane e omonima startup dietro al progetto.

S4FE: la tecnologia al servizio degli eventi

L’idea principale dietro l’innovativo sistema è quella di riuscire a permettere gli eventi fisici sì in sicurezza, ma con il minor numero di barriere fisiche possibili. Come dichiarato da Stela Karabina, membro del team: “È qualcosa che accade già con altri dispositivi del nostro quotidiano, ovvero il digitale che è ovunque ma che non vediamo, che regola i nostri comportamenti senza invadere la nostra libertà di muoverci all’interno dello spazio.”

S4FE pianetaPer raggiungere questo obiettivo S4FE prevede innanzitutto diverse componenti hardware. Un dispositivo dotato di monitor, il pianeta, si occupa di accogliere e contare i partecipanti, eventualmente controllando anche i biglietti ma soprattutto verificando la presenza della mascherina e misurando a distanza la temperatura. I risultati di queste misurazioni non sono mostrati all’utente, per evitare attriti nell’utilizzo del dispositivo. Come ci dice Pietro Rustici, un altro membro del team: “Ci siamo resi conto che non vogliamo creare allarmismo, semplicemente è una cosa che non è necessaria”.

S4FE satelliteUna volta superato l’ingresso, gli spostamenti dei partecipanti sono controllati da un insieme di sensori, chiamati satelliti. Si tratta a tutti gli effetti di telecamere avanzate che raccolgono dati sulla distribuzione e la distanza tra le persone. “Ci permettono di calcolare quanto sono vicine le persone e per quanto tempo. Quindi di avere una heat map della situazione all’interno del quadro di divisione della camera, più altre informazioni un po’ meno rilevanti.” continua Pietro.

Valutare il rischio con un semplice valore

L’insieme di dispositivi, per quanto avanzati e ben progettati, è comunque al servizio della parte software di elaborazione e analisi e alla stesura del report, il fine ultimo di S4FE. Questa raccolta dati è fatta nel totale rispetto della privacy dei singoli individui: le informazioni prese all’ingresso sono anonime, e anche il report finale è filtrato con solo quanto richiesto dall’organizzatore, senza possibilità di profilazione.

S4FE reportI dati estratti e analizzati sono condensati nel cosiddetto Indice di Rischio, ovvero una stima della sicurezza sanitaria di quel particolare evento. Questo dato, consultabile sul sito dell’organizzatore, può essere usato dalle persone per fare una scelta più consapevole quando decidono di partecipare. Serve però soprattutto all’organizzatore stesso, che può usare questa e altre informazioni ricevute per certificare la sicurezza e le misure prese o, in caso di un punteggio non ideale, per intervenire e migliorarle.

La vostra sul campo al giro d’Italia

S4FE è stato presentato sul campo in occasione della 19a20a tappa del 103simo Giro d’Italia. RCS Sport, organizzatore dell’evento, ha infatti previsto l’installazione del sistema nell’Area Hospitality di Asti e Sestriere. Questa occasione ha permesso di visualizzare più concretamente un possibile scenario di ripartenza degli eventi. Ci dice Stela: “Abbiamo avuto la possibilità di fare un primo test del dispositivo con controlli a campione. Era tutto fatto con il fine di testare non solo il prodotto in sé, ma anche il modo in cui veniva percepito, in cui veniva colto all’interno dell’evento”

S4FE giro d'italiaE la reazione è stata ottima: “Abbiamo avuto un riscontro molto positivo, anzi non abbiamo neanche avuto bisogno di chiedere di testare il prodotto, perché erano le persone ad avvicinarsi con molta curiosità e con molto entusiasmo. È stato positivo anche il feedback da parte di RCS stesso. Questa è stata un’edizione molto incentrata sull’innovazione digitale, quindi credere su una realtà nata da poco tempo e in condizioni complesse è stata una bella sfida sia da parte nostra sia da parte di RCS“.

Il futuro degli eventi?

Dopo il successo della prova con il Giro d’Italia, S4FE è pronta a fare i prossimi passi. “Lo immaginiamo molto applicabile in settori come ad esempio la cultura, l’istruzione o in generale gli eventi e i grandi spazi commerciali, i luoghi in cui è importante concentrarsi sull’interazione tra l’individuo e lo spazio, e quindi anche sul modo più flessibile e agile di utilizzare lo spazio” continua Stela.

Al momento il sistema è orientato comunque agli eventi di medie-grandi dimensioni, perché, oltre ad avere meno senso in contesti troppo piccoli, richiede l’impiego dell’intero team di 5 persone dietro la start-up. “Non si tratta di noleggiare il singolo dispositivo, ma si tratta di avere dietro una serie di servizi che accompagnano il dispositivo e il suo utilizzo. Vuol dire avere on-site lo staff che segue il procedimento dei dispositivi. Significa avere anche lo staff che segue in back-end la reportistica e l’elaborazione delle informazioni. Significa avere poi, durante tutta la collaborazione, la certezza di avere delle persone che comunque sono a disposizione e che utilizzano il dispositivo come strumento, non come fine ultimo“.

I margini di miglioramento saranno quindi, più che sulla scalabilità del sistema, sul fronte della scalabilità del processo. Abbiamo notato il fatto che siamo molto sincronizzati, e questo ci dà modo di pensare che sia possibile gestire anche più eventi all’interno, perché no, della stessa settimana, e quindi riuscire ad avere un ritmo molto più cadenzato”. In un modo nell’altro, comunque, sembra che, per un evento sportivo, una conferenza o un concerto, sentiremo ancora parlare di questa azienda e del suo sistema.

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Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.

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