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Lo smart working secondo Poly

A ISE 2022 siamo stati allo stand di Poly per parlare con Armando Trivellato, Vice President South EMEA, del lavoro del futuro.

A ISE 2022 lo stand di Poly è stato preso d’assalto. Complici una serie di soluzioni pensate per migliorare la vita di tutti coloro che fanno smart working ma anche di chi continua a lavorare in ufficio. Per scoprire queste novità abbiamo intercettato Armando Trivellato, Vice President South EMEA dell’azienda.

Le novità di Poly a ISE 2022

Armando Trivellato, Vice President South EMEA di Poly
Armando Trivellato, Vice President South EMEA di Poly

Incontriamo Armando in un angolo appartato dello stand, cercando un po’ di quiete in uno spazio che brulica di persone. Mentre beviamo il primo caffè della giornata, Armando Trivellato ci mostra Poly Sync 10, una delle novità presentate a ISE 2022. Si tratta di uno speakerphone USB plug-and-play, ossia di un sistema progettato per aiutarvi a gestire senza fatica tutte quelle chiamate e quelle riunioni che ormai fanno parte della nostra quotidianità. A caratterizzarlo troviamo un amplificatore di livello professionale adatto anche all’ascolto di musica, due microfoni in grado di ridurre il rumore circostante, gli indicatori dello stato di chiamata e le certificazioni per Microsoft Teams e Zoom; in più potete contare sulla resistenza alla polvere e all’acqua, il che vi permette di usarlo facilmente anche in giardino o comunque lontano dalla scrivania.

Poly Sync 10
Poly Sync 10

Ma per chi è pensato esattamente Poly Sync 10?
Il lavoro non è più il posto in cui ti rechi, è il posto in cui scegli di essere – mi spiega Trivellato – Quindi abbiamo diversi modelli di speakerphone che rispondono ad esigenze diverse. Ad esempio, questo [Sync 10] non ha una sua batteria, quindi deve rimanere collegato tutto il tempo. E non ha il Bluetooth. Sono scelte che lo rendono più leggero degli altri modelli e che permettono di buttarlo in una borsa o in uno zaino per portarlo con sé, ovunque decidiate di andare. È per uso personale. Adatto anche a coloro che si svegliano cinque minuti prima di una chiamata. Basta accenderlo ed è pronto.”

Poly Studio R30
Poly Studio R30

Insomma, Poly Sync 10 nasce per lo smart working, anche se nulla vi vieta di sfruttarlo anche in ufficio. Al contrario Poly Studio R30 – l’altra grande novità lanciata a ISE – è stata pensata per l’uso aziendale, all’interno di piccole sale riunioni. Studio R30 è una video bar intelligente, plug-and-play, con risoluzione 4K e la tecnologia DirectorAI, che permette di inquadrare perfettamente i presenti, zoomando e focalizzandosi sulle persone che stanno parlando in quel momento.
Grande attenzione anche all’audio, con NoiseBlock Ai e Acoustic Fence che bloccano il rumore di fondo indesiderato, e alla certificazioni, anche in questo caso per l’uso con Teams e Zoom.

L’hardware però è solo uno degli elementi su cui Poly ha deciso di concentrarsi. L’altro, come potete facilmente intuire, è il software. Nello specifico parliamo di Poly Lens, una piattaforma olistica per il controllo di tutti i dispositivi dell’ecosistema, inclusi ovviamente Studio R30 e Sync 10.
“Tenere traccia e controllare tutti i dispositivi che appartengono ad una determinata rete può essere difficile. Pensa alle grandi aziende, quelle che hanno addirittura 20.000 o 30.000 dipendenti. A volte è complesso anche solo per contare il numero di headset e speakerphone. Da qui la necessità di avere un software con cui controllare tutto. Ad esempio, centralmente qualcuno può decidere che nessun headset abbia una suoneria, così da non disturbare i colleghi. E queste impostazioni possono essere inviate a tutti i dispositivi durante la notte, così da non causare alcun disagio ai dipendenti.”

Lo smart working è il futuro?

lo stand di Poly a ISE 2022
Parte dello stand di Poly a ISE 2022

Mentre Armando ci racconta le novità di Poly non possiamo fare a meno di pensare che le soluzioni proposte dall’azienda sembrino andare in due direzioni opposte, con prodotti per lo smart working ma ancora diverse novità dedicate al lavoro classico, in ufficio.
Quindi, il futuro è l’hybrid working?
Ora come ora, quanto meno nel nostro Paese, questa sembra lo scenario più plausibile, con un paio di giorni alla settimana in ufficio e il resto del tempo a casa. Insomma, al momento si cerca di avere il meglio dei due mondi.
Il Vice President South EMEA di Poly però ci propone un interessante punto di vista: “Le persone si stanno trasferendo in città più piccole. Vogliono poter decidere dove vivere. E quindi il lavoro deve essere flessibile. E diventerà sempre più difficile imporre alla gente di lavorare in ufficio quando è possibile farlo a distanza. Magari non sarà così per tutti gli impieghi. Ad esempio se lavori in una reception o fai l’autista, beh, in quel caso è impossibile. Ma per molti altri lavori può funzionare. E per molti può essere economicamente vantaggioso. Risparmi ad esempio sul carburante. O paghi meno tasse in un posto rispetto che in un altro.”

Insomma, lo smart working potrebbe diventare parte integrante del nostro futuro. O, per lo meno, il lavoro flessibile, come l’ha definito Armando Trivellato. Perché in fondo non tutti rispondiamo alle situazioni, agli ambienti e alle persone nello stesso modo.
Un approccio flessibile permette a chi riesce ad auto-gestirsi di lavorare in smart working tutto il tempo e a chi invece preferisce l’ufficio di recarsi in azienda e lavorare lì. Tutto questo rimanendo in costante collegamento con i colleghi, perché in fondo è a questo che servono le soluzioni di Poly.

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Erika Gherardi

Amante del cinema, drogata di serie TV, geek fino al midollo e videogiocatrice nell'anima. Inspiegabilmente laureata in Scienze e tecniche psicologiche e studentessa alla magistrale di Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia.

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