
Monterey Park, città della San Gabriel Valley in California, è diventata la prima località degli Stati Uniti a vietare i data center attraverso un voto popolare. Una decisione che segna un precedente significativo nel dibattito sull’espansione delle infrastrutture digitali e sul loro impatto ambientale, energetico e urbanistico.
Secondo i risultati diffusi dal Los Angeles Times, l’86% degli elettori si è espresso a favore della Measure NDC, il provvedimento che introduce il divieto. A differenza delle moratorie temporanee adottate in altre città americane, la misura approvata a Monterey Park può essere revocata soltanto tramite un nuovo referendum, rendendo il bando particolarmente difficile da modificare.
I cittadini di Monterey Park dicono di no ai data center
La votazione arriva dopo mesi di forti contestazioni contro un progetto per la realizzazione di un data center da 247.000 piedi quadrati. La struttura sarebbe sorta a meno di 500 piedi dalle abitazioni più vicine e, secondo quanto riferito dai residenti, avrebbe comportato un elevato consumo energetico, oltre a possibili effetti legati a rumore, inquinamento atmosferico e aumento dei costi dell’elettricità.
Il Consiglio comunale di Monterey Park aveva già vietato i data center tramite ordinanza, ma il referendum ha trasformato quella decisione in una protezione più duratura. Amy Wong, cofondatrice del gruppo San Gabriel Valley Progressive Action, ha definito il risultato un modo per garantire tutele alle generazioni presenti e future, impedendo che futuri amministratori possano annullare facilmente il divieto.
La proposta non ha incontrato un’opposizione organizzata. HMC StratCap, la società d’investimento che sosteneva il progetto originario, aveva già annunciato di non voler partecipare alla campagna referendaria dopo aver ritirato il piano nel mese di marzo.
Il dibattito continua in California
La decisione di Monterey Park si inserisce in un contesto di crescente opposizione ai data center in diverse comunità della California. Organizzazioni locali come San Gabriel Valley Progressive Action e No Data Center Monterey Park stanno ora concentrando i propri sforzi su altri progetti previsti nella regione, in particolare nella City of Industry.
Dall’altra parte, la Data Center Coalition ha espresso delusione per l’esito del voto. Secondo l’associazione di settore, il provvedimento rischia di trasmettere il messaggio che l’area sia poco aperta a nuovi investimenti, privando il territorio di opportunità occupazionali, entrate fiscali e sviluppo economico di lungo periodo.
Sebbene la California sia il terzo Stato americano per numero di data center, con circa 300 strutture, la crescita del settore risulta più contenuta rispetto ad altri poli nazionali come Virginia, Texas, Georgia, Illinois e Arizona. Costi energetici elevati, terreni più cari e procedure regolatorie complesse stanno infatti limitando la diffusione di nuovi impianti.
Per i promotori della Measure NDC, il risultato rappresenta soprattutto una dimostrazione della forza della partecipazione civica. Un segnale che, secondo i sostenitori del divieto, potrebbe incoraggiare altre comunità a intervenire direttamente sulle scelte che riguardano il proprio territorio.
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