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Lavoratori stressati e budget ridotti, la fotografia di Qualtrics

Secondo l'Employee Experience 2023, solo il 49% pensa di essere pagato in modo equo

Meno della metà dei lavoratori si sente pagata in modo equo, mentre il 37% riporta segni di stress o burnout: questa l’immagine che esce dall’Employee Experience Trend Report 2023 di Qualtrics. Nel nostro Paese, i lavoratori lamentano processi aziendali inefficienti e difficoltà a bilanciare lavoro e vita privata.

Lavoratori sotto stress e poco pagati: le Tendenze dell’Employee Experience 2023 di Qualtrics

L’ultimo Employee Experience 2023 di Qualtrics dipinge un immagine non certo idilliaca del lavoro nel nostro Paese. Il Qualtrics XM Institute ha intervistato circa 29.000 persone, di cui mille nel nostro Paese, oltre che in altri 26 durante il terzo trimestre 2022. Quella che emerge è una contrapposizione fra lavoratori in cerca di equilibrio e aziende che stanno riducendo i budget. Ma senza voler sacrificare anche la produttività.

Andrea Montuschi, Employee Experience Strategist di Qualtrics, spiega: “Le aspettative delle persone sono radicalmente cambiate e i progressi ottenuti non possono essere annullati. Il quadro economico cambia e spinge le persone a concentrarsi sui bisogni primari ed è essenziale comunicare con loro in modo chiaro e aperto. I collaboratori vogliono essere certi che il loro posto di lavoro sia sicuro e che la loro azienda sia al loro fianco per supportarli a seguito dei cambiamenti epocali prodotti da pandemia, crisi economica ed eventi geopolitici”.

I budget (e la soddisfazione dei dipendenti) scendono

Secondo i dati di Qualtrics, le aziende devono gestire tagli al budget proprio in un momento in cui i dipendenti si dicono insoddisfatti dei propri stipendi. Infatti, solo il 49% ritiene di avere un compenso equo nel nostro Paese. Per contro, nel mondo il dato sale a 61% e in EMEA la media è di 55%.

Inoltre, solo il 34% degli intervistati nel nostro Paese vede un collegamento diretto fra il proprio stipendio e le perfomance lavorative che offre.

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In questo periodo di tagli al budget, le aziende vogliono assicurarsi di tenere i professionisti migliori in organico. La chiave spesso è economica: i collaboratori soddisfatti dello stipendio hanno una probabilità dell’8% in più di restare in azienda almeno altri tre anni.

“Lo stipendio è comprensibilmente al centro dell’attenzione dei lavoratori e le aziende dovrebbero quindi capire quali compromessi sono disposte ad accettare se si tratta di pagare per trattenere i migliori talenti” spiega Montuschi. Che spiega che “le aziende dovrebbero effettuare analisi periodiche per essere certe che i loro collaboratori siano trattati in modo equo rispetto al mercato”. 

Le aziende che privilegiano l’equilibrio lavoro-vita privata sono più ambite

Il 71% dei collaboratori che ritiene di avere un buon equilibrio tra la propria attività lavorativa e la vita privata risulta disponibile a dare di più in azienda. Solo il 18% di chi invece non ce l’ha farebbe lo stesso.

Per Montuschi, questa è una chiave per tenere con sé i dipendenti migliori. “Il bilanciamento lavoro-vita privata è essenziale per la sostenibilità delle aziende e per mantenere alte performance. È nell’interesse di tutta l’organizzazione che i collaboratori si possano prendere del tempo libero per staccare e ricaricarsi. Dopo mesi passati a occuparsi del benessere delle persone aggiungendo servizi (counselling, psicologi, ecc), forse è il momento di lavorare per sottrazione, restituendo alle nostre persone la loro risorsa più preziosa: il tempo“.

Lavoratori sotto stress e budget ridotti: cosa possono fare le aziende

Secondo l’analisi di Qualtrics, lo stress dei lavoratori nel nostro Paese ha spesso una motivazione identificabile. Infatti, solo poco più della metà dei lavoratori italiani dichiara che la propria azienda ha processi che aiutano la produttività. Un dato leggermente più basso della media europea del 60%.

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Ancora più evidente il limite con il rapporto fra lavoratori e tecnologia: solo il 59% pensa che la propria produttività sia supportata dalla tecnologia. Questo dato sembra riflettere anche la rapida adozione di soluzioni digitali durante i lockdown degli ultimi anni. Spesso con diverse applicazioni e strumenti per un solo processo. Questo ha generato inefficienze che hanno portato il 37% dei lavoratori ad avere sintomi di stress e burnout, con il 36% che dichiara di sentirsi emotivamente svuotato.

Ma ci sono alcuni dati positivi fra quelli raccolti da Qualtrics nell’Employee Experience 2023. La condivisione dei valori aziendali risulta essere il principale motivo per cui i lavoratori restano in azienda. Se i lavoratori condividono i vostri valori, resteranno a lavorare con voi per almeno tre anni nell’80% casi.

Anche gli avanzamenti di carriera aiutano la employee retention: poco più della metà (56%) dei collaboratori italiani pensa di poter raggiungere i propri obiettivi di carriera in azienda. Creare un percorso di crescita che permetta di imparare nuove skill potrebbe aiutarvi a mantenere i talenti in azienda.

Potete leggere l’Employee Experience Trend Report 2023 qui.

Autore

  • Stefano Regazzi

    Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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