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Intel vuole fare chip in Europa, ma chiede 8 miliardi

Venerdì scorso il commissario UE Breton ha sentito anche TSMC: l'obiettivo è aumentare la produzione del 20%

Intel vuole produrre chip in Europa, ma per farlo chiede otto miliardi di euro in sussidi pubblici all’Unione Europa. Questo quanto emerge dai colloqui fra il CEO dell’azienda Pat Gelsinger e il commissario Thierry Breton. Che nel frattempo ha avuto colloqui anche con TSMC, il primo produttore di processori al mondo. L’obiettivo è aumentare la produzione europea di chip del 20% nei prossimi dieci anni.

Intel vuole produrre chip in Europa

Di recente Intel ha voluto dare una spinta multimiliardaria per fronteggiare i tanti rivali che si stanno consolidando nel mondo della produzione di processori. Il duopolio di fatto con AMD ormai è ricordo lontano nel tempo: la domanda di processori e chip grafici è molto varia, così come la concorrenza. I dispositivi smart richiedono capacità di calcolo, ormai i processori non sono più appannaggio di PC e smartphone.

L’azienda punta anche a lavorare in Europa. Come spiega il CEO Pat Gelsinger: “Quello che chiediamo sia ai governi degli Stati Uniti sia a quelli europei è che per noi sia più competitivo produrre in Europa rispetto all’Asia. Tradotto: l’azienda chiede sussidi pubblici per la produzione. All’UE in particolare richiede ben 8 miliardi di euro (9,7 miliardi di dollari).

Intel IDM 2.0
Pat Gelsinger

Obiettivo +20%

Gelsinger ha incontrato Thierry Breton, commissario UE che vuole aumentare la produzione di chip in Europa del 20% nei prossimi dieci anni. Per farlo sta parlando con i principali produttori, non solo Intel. Infatti ha anche incontrato Taiwan Semiconductor Manufacturin (TSMC), il primo produttore davanti a Samsung e Intel.

Breton spiega: “Per soddisfare la domanda attuale e futura dell’industria dei semiconduttori, l’Europa aumenterà drasticamente la capacità di produzione, sia da sola che attraverso partnership selezionate per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento”.

La Commissione ha anche annunciato che Breton terrà colloqui con i CEO di due aziende olandesi che lavorano nel mondo dei semiconduttori. Asml, il principale produttore di strumenti di litografia per semiconduttori da un lato e il produttore di chip Nxp dall’altro. Tuttavia alcuni analisti spiegano che le limitate basi tecnologici dell’Europa non offrono un mercato praticabile. L’intervento di uno dei principali player sembrerebbe quindi necessario secondo gli esperti, che spiegano come Intel sia l’unica che abbia mostrato interesse a costruire chip in Europa.

Le trattative sono però appena iniziate: vi terremo informati su ogni futuro aggiornamento. Potete leggere l’intervista a Gelsinger su Politico Europe.

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AGGIORNAMENTO DEL 4 MAGGIO 2021

Intel ha rilasciato una dichiarazione che va a precisare quanto detto dal CEO Pat Gelsinger:

Riguardo agli incentivi dell’UE per i semiconduttori, Intel non ha richiesto una cifra specifica. Il nostro CEO ha affermato che i leader europei devono effettuare gli investimenti necessari per garantirsi un settore dei semiconduttori vibrante, creare una fornitura resiliente ed espandere l’innovazione nel lungo termine. Attualmente, aprire una fabbrica di chip in Europa o negli Stati Uniti può essere più costoso del 20-40% rispetto a farlo nei Paesi asiatici. Noi stiamo guardando all’Europa e agli Stati Uniti per contribuire a equilibrare geograficamente la fornitura mondiale di prodotti in silicio e la risposta che abbiamo ricevuto dai leader dei governi è incoraggiante.

Source
Corriere Comunicazioni

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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