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Imprenditori e italiani, la ricerca di Shopify: rapporto complesso ma positivo

Una nuova indagine, realizzata da BVA Doxa per Shopify, fornisce la risposta a questa domanda

Gli italiani hanno ancora un’immagine piuttosto stereotipata degli imprenditori, ma in generale positiva: questo è quanto emerge dalla ricerca sviluppata da BVA Doxa per Shopify, una dalle più avanzate piattaforme di e-commerce a livello globale, che lancia un messaggio: il 2021 sarà l’anno della Entrepreneurial Economy, quello giusto per mettersi in proprio.

Gli italiani e gli imprenditori, la ricerca di Shopify

Il 2020 è stato un anno difficile, che ha spinto moltissime attività a reinventarsi. Per molte è stata una scelta necessaria aprirsi all’online, spesso proprio con il supporto di Shopify, ma che ha effettivamente pagato. Ora però le condizioni sono mature per nuovi ingressi nel mercato, con imprese studiate proprio per incontrare i bisogni della congiuntura attuale. Un processo che dovrebbe essere accompagnato da una rivisitazione culturale della figura dell’imprenditore nella mente degli italiani.

Stando a quanto emerso dall’indagine di cui parlavamo in apertura, condotta solo su persone che non hanno una propria attività, ci sono ancora dei paletti molto forti sul ritratto tipico di questo ruolo. Secondo gli italiani, gli imprenditori sono uomini (come sostiene il 94% degli intervistati), con un’età compresa tra i 40 e 60 anni (77%), che abitano in una grande città (73%) e quasi esclusivamente nel Nord Italia (92%). Un’immagine stereotipata che va rivista, anche alla luce della maggiore varietà di questo ambiente nella realtà.

D’altro canto però, è interessante notare come in generale la percezione per chi fa impresa sia positiva. Ben il 65% degli intervistati ha dichiarato un atteggiamento favorevole verso l’imprenditoria, compreso un 10% che si rivela molto favorevole. Per confronto, l’intera percentuale di reazioni negative (sia intense, sia moderate) si aggira solamente intorno al 7%.

Un ottimo punto di partenza per provare a ricostruire l’immagine di queste figure. Gli italiani li vedono come professionisti coraggiosi e creativi, guidati principalmente dalla passione (secondo il 61%). Le caratteristiche che non possono mancare sono la lungimiranza (71%), l’audacia (65%) e le forti capacità sociali (39%).

Ma chi vuole effettivamente seguire questa strada?

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Solo il 2% degli italiani vuole lanciare una propria impresa. Sebbene la percentuale salga di molto includendo anche i possibilisti, raggiungendo il 37%, si tratta sicuramente di un dato che spinge a una riflessione.

Il problema sta probabilmente anche in una errata concezione dei costi da sostenere per aprire la propria attività. Più di un italiano su due sostiene infatti che servano circa 30.000€ per dare il via a un’impresa, anche piccola, con almeno 2 anni di attesa necessari prima di vedere i profitti. Un’idea confutata dall’esperienza, come ha svelato Paolo Picazio, responsabile per lo sviluppo del mercato italiano di Shopify:

Abbiamo condotto un’indagine qualitativa interna che ha coinvolto 50 dei nostri merchant e abbiamo scoperto che la metà di loro ha investito meno di €10.000 per avviare la propria attività“.

Ma nel caso, in quale settore vorrebbero entrare gli italiani? In molti scelgono quello dei servizi (31%), subito seguito da quello del food&beverage, nella grande tradizione del Bel Paese. Molto caldeggiati anche il mondo del wellness, quello degli accessori per animali e della casa e del giardino.

Una costante per gli imprenditori italiani: l’online

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Una cosa però è chiara a una grande parte degli intervistati: l’apertura di un canale online è importantissima. Pensando alla propria attività, il 47% lo accompagnerebbe a quello più tradizionale offline e addirittura il 30% lo renderebbe il proprio strumento principale per arrivare al pubblico. Ad attrarre sono soprattutto i minori adempimenti burocratici percepiti, accompagnati da costi e spese ridotti e di conseguenza i rischi. Il risultato è che ben l’80% degli italiani considera fondamentale poter vendere online, percentuale che sale di 5 punti guardando al futuro.

Paolo Picazio ha aggiunto a riguardo: “In Italia, vi è ancora troppo spesso la convinzione di non disporre di abilità, conoscenze e risorse sufficienti per dar vita a un’impresa. Si tratta di preconcetti che come Shopify vogliamo scardinare, offrendo a chiunque lo desideri una piattaforma per gestire il proprio business in semplicità e soprattutto in grado di abbattere tempi e costi.

Oggi l’e-commerce non è più soltanto la via di fuga nel labirinto dell’emergenza COVID-19 ma un asset prezioso su cui puntare per rimanere al passo con i tempi. Inoltre, investire sull’e-commerce vuol dire dare alla propria vetrina l’opportunità di essere vista in tutto il mondo, anche a quella dei business più tradizionali“.

L’esperienza diretta lo conferma

Dopotutto l’esperienza diretta mostra come il web sia stato uno strumento importantissimo per gli imprenditori italiani nell’ultimo anno. Non solo perché i dati di Shopify mostrano una crescita delle vetrine online del 247% nel 2020, ma anche per le testimonianze di chi ha dovuto reinventare effettivamente la propria attività.

Sia compagnie storiche e tradizionalmente associate a una dimensione locale come la pasticceria vicentina Olivieri 1882, che progetti innovativi come l’azienda di cosmetici Skin First Cosmetics o Mirta, un e-commerce dedicato al lusso, hanno testimoniato durante la presentazione della ricerca quanto il commercio online abbia avuto un ruolo chiave nel proprio sviluppo nel 2020.

E voi cosa ne pensate? Avete già aperto il vostro canale sul web? E credete che l’immagine degli imprenditori debba cambiare? Se siete curiosi di sapere di più su Shopify e i servizi che offre, potete visitare il sito web ufficiale dell’azienda.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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