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Il Parlamento Europeo vuole tutelare i lavoratori da remoto

Nessun dipendente in smart working deve essere obbligato ad essere reperibile oltre l'orario di lavoro

Gli strumenti digitali hanno aumentato l’efficienza e la flessibilità per datori di lavoro e dipendenti, ma hanno anche portato a una cultura di “networking costante”. Questo non piace al Parlamento Europeo, che vede i lavoratori da remoto facilmente reperibili, sempre e ovunque, anche al di fuori dell’orario di lavoro. In molti Paesi questo è un grosso problema, ed alcuni come la Francia o l’Austria hanno giù vietato le e-mail fuori orario.

Il “diritto alla disconnessone dal lavoro” non è stato ancora definito dell’UE. Il Parlamento Europeo vuole cambiare questa situazione e quindi il 21 gennaio 2021 ha invitato la Commissione a elaborare una legge che consenta di non rendere reperibili i lavoratori da remoto oltre l’orario prestabilito, senza che questi vadano incontro a conseguenze e che stabilisca standard minimi per il telelavoro.

Il Parlamento ha affermato che le interruzioni del tempo libero e l’orario di lavoro prolungato potrebbero aumentare il rischio di straordinari non retribuiti, avere conseguenze negative per la salute, minare l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Per questi motivi ha chiesto che vengano prese le seguenti misure in modo che i datori di lavoro non richiedano ai lavoratori di essere disponibili al di fuori dell’orario. Allo stesso tempo anche tra colleghi non ci dovrebbero essere contatti se questi riguardano il loro lavoro.

Gli Stati membri dell’UE dovrebbero garantire che i lavoratori che esercitano il loro “diritto alla disconnessione dal lavoro siano protetti dalle eventuali conseguenze negative e che vengano massi in atto meccanismi per trattare i reclami o le violazioni di tale diritto

L’apprendimento e la formazione a distanza dovrebbero essere considerati un’attività lavorativa e non dovrebbero svolgersi nel tempo libero senza un’adeguato compenso.

Parlamento europeo: troppi lavoratori da remoto continuano le attività oltre l’orario prestabilito

La tecnologia ha consentito il lavoro a distanza, che è diventato molto diffuso a causa della pandemia COVID-19 e delle restrizioni ai movimenti. Pertanto, i dati mostrano che il 37% dei dipendenti dell’UE ha iniziato a lavorare da casa durante la pandemia.

Il telelavoro ha salvato posti di lavoro e ha consentito a molte aziende di sopravvivere alla crisi, ma ha anche portato a una più difficile separazione tra vita privata e professionale. Molti dipendenti lavorano al di fuori dell’orario di lavoro, il che ha peggiorato il loro equilibrio tra lavoro e vita privata. I dati mostrano inoltre che il 27% dei dipendenti in smart working lavorava anche nel tempo libero.

I dipendenti che lavorano regolarmente a distanza hanno più del doppio delle probabilità di lavorare più del numero massimo di ore consentito dalla direttiva sull’orario di lavoro. Ciò che si deve ottenere è un orario di lavoro massimo e un periodo di riposo minimo, che equivalgono a un massimo di 48 ore lavorative settimanali, un minimo di 11 ore consecutive di riposo giornaliero e a un minimo di 4 settimane di ferie annuali retribuite.

“Il riposo è necessario e una connessione costante con il lavoro influisce sulla salute. Stare seduti davanti a uno schermo per troppo tempo per il troppo lavoro riduce la concentrazione, causa un sovraccarico cognitivo ed emotivo e può portare a mal di testa, stanchezza, mancanza di sonno, ansia o sindrome da burnout sul lavoro. “Inoltre, la postura statica e i movimenti ripetitivi possono causare disturbi muscoloscheletrici, soprattutto in ambienti di lavoro che non soddisfano gli standard ergonomici”, ha dichiarato un portavoce del Parlamento Europeo.

Danilo Loda

100% "milanes", da una vita scrivo di bit e byte e di quanto inizia con on e finisce con off. MI piace tutto quello che fa rumore, meglio se con un motore a scoppio. Amo viaggiare (senza google Maps) lo sport, soprattutto se è colorato di neroazzuro.

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