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HPE Aruba ci spiega il suo Software-Defined Data Center

Alessandro Ercoli spiega i vantaggi di questa nuova soluzione

Le soluzioni di Software-Defined Network (SDN) e dei Software-Defined Data Center (SDDC) promettono di cambiare il modo in cui le aziende pensane le proprie infrastrutture. Utilizzare un approccio software-defined permette di ottimizzare le prestazioni e di attivare alcuni servizi (firewalling e balancing, per esempio) in maniera più distribuita e dinamica. Abbiamo quindi chiesto ad Alessandro Ercoli, System Engineering Manager di HPE Aruba, di spiegarci come funziona questo nuovo approccio.

Software-Defined Data Center, il nuovo approccio di HPE Aruba

Alessandro Ercoli ha cercato di spiegarci un concetto per addetti ai lavori in modo che sia fruibile anche per altri colleghi nell’azienda. Perché non si tratta solo di un cambio tecnologico, ma di una diversa impostazione dell’infrastruttura di rete. La culminazione di un percorso di ottimizzazione e distribuzione iniziato da molto tempo.

“Da anni ci occupiamo di fornire piattaforme che aggiungono valore tramite l’intelligenza artificiale applicando tecniche di machine learning. Questo permette di semplificare la gestione dell’infrastruttura e di fornire il pieno controllo della rete” ci spiega Ercoli. Ma stiamo notando un cambiamento nelle richieste dei nostri clienti”.

Un’evoluzione di come concepiamo non solo i data center, ma proprio la produzione del dato e la sua gestione. “Da vent’anni a questa parte parliamo di data center locali e di risorse distribuite. Ma oggi sempre di più i clienti ci chiedono di porre l’attenzione sui Centers of Data: un approccio più olistico, che valorizza il dato generato nell’edge e gestito in maniera flessibile, sia in remoto che centralizzato”.

I clienti di HPE Aruba stanno quindi cercando di avere data center sia distribuiti che localizzati, ma che possono essere gestiti in maniera snella ed efficiente ma, soprattutto, con una attività umana molto contenuta. Magari come forme di gestione as-a-service e deployment in cloud pubblici. Un’infrastruttura pienamente distribuita, automatizzata e orchestrata tramite software. Che abbia inoltre la flessibilità per adattarsi alle esigente del business, alle app o ai flussi di lavoro che gli sono sottoposti.

La soluzione di HPE Aruba

Per rispondere a tutte queste esigenze, c’è bisogno di un cambio di prospettiva. “Prima, il data center on premise era progettato a livello infrastrutturale, per poi utilizzare un bilanciatore di vario tipo per gestire il carico. Ma oggi le infrastrutture diventano sempre più ibride e le richieste cambiano.

Sede HPE Aruba

Per rispondere a queste richieste emergenti, HPE Aruba ha sviluppato la soluzione dei Software-Definied Data Center. Si tratta di una architettura di data center in cui l’infrastruttura viene virtualizzata attraverso l’astrazione, il pooling delle risorse e l’automazione.

Questo permette di portare verso verso la periferia delle funzionalità di sicurezza e di bilanciamento del carico, rendendo possibile una gestione più snella dell’infrastruttura. E presto arriveranno anche altri servizi che arricchiranno questa soluzione”. Questo permette la gestione e il provisioning delle infrastrutture fisiche utilizzando template definiti via software e API (Application Programming Interface). La configurazione dell’infrastruttura viene automatizzata, come pure diversi flussi di lavoro aziendali, aumentando il grado di adattabilità.

I vantaggi del Software-Defined Data Center

Quando chiediamo a Ercoli quali vantaggi comporta la possibilità di utilizzare Software-Defined Data Center, scopriamo che la risposta ha più di un livello. “Innanzitutto, migliorano le prestazioni. Effettuare operazioni di gestione della sicurezza e bilanciamento di carico vicino a dove si genera il dato permette di evitare i colli di bottiglia che si riscontrano con una gestione centralizzata. Specie quando un sistema deve comunicare con un altro posto nelle vicinanze”.

Il provisioning automatizzato permette di assicurare una maggiore efficienza. Ma semplifica anche la gestione del data center. Infatti, è possibile gestire tutto tramite una dashboard, controllando tutti i server, lo storage e le infrastrutture di networking tramite software intelligente.

Inoltre, un Software-Define Data Center riduce il provisioning eccessivo utilizzando l’intelligenza artificiale per ottenere tempi di risposta migliore. “Se il firewall e il bilanciatore di carico sono già all’interno dell’infrastruttura, i clienti possono scegliere se fornirsi di soluzioni di terze parti oppure no. Andando, in alcuni casi, anche a risparmiare denaro”.

ntt data center copertura

Ma, soprattutto, questo approccio permette di avere un’agilità simile a quella del cloud anche su infrastrutture on-premise. Persino utilizzando un modello as-a-service per l’infrastruttura. “Uno dei vantaggi che le soluzioni HPE Aruba offrono è la completezza della nostra offerta. Conosciamo le esigenze dei nostri clienti e presentiamo soluzioni a 360 gradi, come il modello GreenLake in cui trovate anche questa soluzione”.

Monitorare le infrastrutture e ottimizzare le prestazioni tramite l’approccio dinamico di Software Defined Network (SDN) e dei Software-Defined Data Center (SDDC) potrebbe rivelarsi la strada per il futuro. Proprio perché queste soluzioni parlano proprio dei “Centers of Data”, una tendenza che HPE Aruba ha colto prima degli altri. E per la quale sta iniziando a offrire diverse soluzioni che permettono un approccio nuovo alla gestione dei dati.

Trovate ulteriori soluzioni HPE Aruba sul sito ufficiale.

Software Defined Data Center A Complete Guide - 2021 Edition
  • The Art of Service - Software Defined Data Center Publishing (Autore)

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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