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Facebook starebbe progettando dei chip per server

Uno dei chip sarebbe dedicato alla gestione dei suggerimenti per i contenuti sul social network

Anche Facebook sembra voler ridurre la propria dipendenza da Intel o Qualcomm: l’azienda sta infatti progettando dei chip personalizzati per gestire i propri server. I processori dovrebbero inoltre permettere di gestire meglio alcune funzionalità specifiche, come i suggerimenti dei contenuti sul social network.

Facebook progetta chip per server

Il gigante dei social network Facebook ha bisogno di una grande potenza computazionale. Gestisce miliardi di iscritti, qualcosa che poche aziende al mondo possono fare. Per questo ha deciso di investire in chip progettati “in casa”. Che possano rispondere alle esigenze specifiche del proprio business.

Uno dei chip in lavorazione dovrebbe gestire le raccomandazioni del social sui contenuti che potrebbero interessare agli utenti. Un altro assiste alla codifica dei video per migliorare la qualità dello streaming. Inoltre questi nuovi chip possono aiutare il social ha ridurre il proprio impatto ambientale, limitando gli sprechi.

Questi nuovi chip però non andranno a sostituire quelli attualmente presenti ma a rafforzare i server aziendali. Ma al momento l’azienda non vuole condividere informazioni né confermare questi piani di espansione nel mondo dei chip. Un portavoce della compagnia ha spiegato a Engadget che: “Facebook esplora sempre nuove vie per guidare il progresso delle performance computazionali e dell’efficienza energetica. Con i nostri partner nel mondo del silicio e attraverso i nostri sforzi interni. Non abbiamo nessun nuovo piano da condividere in questo momento“.

Di recente, sono molte le aziende che stanno puntando a costruire i propri chip per efficientare la produzione di dispositivi e la distribuzione di servizi. Apple ha lanciato i suoi chip M1, Google presenterà i Tensor per i Pixel 6 e anche Microsoft sta investendo nei propri processori per server. La crisi del silicio e la necessità di risorse ad hoc sta spostando il mercato verso soluzione proprietarie, almeno per i giganti della Silicon Valley.

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Source
Engadget

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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