Per gli under 35 è sempre più difficile trovare casa: cosa c’è dietro questa crisi abitativa?

Trovare casa, in Italia, è diventato un percorso a ostacoli per la generazione under 35. Affitti inaccessibili, prezzi d’acquisto fuori portata e una domanda che si scontra con un’offerta rigida e spesso inadatta. Il mercato immobiliare non parla più ai giovani. E mentre il patrimonio edilizio invecchia, anche le disuguaglianze si radicano sempre più.

Gli under 35 hanno sempre più difficoltà a trovare casa

Secondo un’analisi condotta da Datasinc, startup specializzata nell’elaborazione di dati immobiliari italiani, esiste un evidente squilibrio tra il reddito medio degli under 35 e i costi delle abitazioni, sia in affitto che in acquisto. In molte aree urbane del Nord, anche con due stipendi, una giovane coppia non riesce a sostenere le spese per una casa in periferia.

A Milano, ad esempio, servono circa 1.000 euro al mese per un appartamento di 80 mq in periferia. Per una coppia con un reddito complessivo di 3.000 euro, significa destinare il 33% dello stipendio solo al mutuo. Al Sud, la situazione appare leggermente più sostenibile: a Palermo, una famiglia con due redditi per un totale di 2.200 euro spende il 23% per un affitto da 500 euro.

Ma è una sostenibilità relativa. In entrambe le situazioni, la pressione economica è tale da limitare le possibilità di risparmio e di investimento nel lungo periodo.

Centri urbani inaccessibili, ricchezza sbilanciata verso gli over 65

Le grandi città attirano i giovani grazie alla densità di opportunità lavorative. Ma sono anche le zone dove la distanza tra domanda e offerta è più marcata. A Roma, vivere costa il 140% in più della media regionale. A Milano, il divario sale fino al 250% rispetto alla Lombardia. Anche a Bari o Lecce, la differenza con il resto della Puglia raggiunge il 42%.

Chi cerca alternative nelle aree meno centrali, trova prezzi più bassi. In Calabria l’acquisto costa in media 641 euro al mq, mentre in Sicilia si sale a 748 euro al mq. Anche gli affitti sono contenuti: rispettivamente 2,45 e 2,75 euro al mq. Ma la convenienza si scontra con una scarsa qualità dell’offerta abitativa e con servizi carenti.

Le case disponibili sono spesso grandi, poco efficienti e necessitano di interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, spese difficili da sostenere per chi già fatica a ottenere un mutuo o a mantenere l’affitto.

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Il quadro economico peggiora se si guarda alla distribuzione della ricchezza. Il Censis fotografa un’Italia in cui le famiglie Baby Boomer possiedono in media oltre 360mila euro, mentre quelle della Generazione X si fermano a 300mila. I Millennial e Gen Z, invece, si aggirano sui 150mila euro per famiglia.

Questa forbice alimenta una concentrazione patrimoniale sempre più marcata, aggravata dal calo demografico. Meno nascite significano meno eredi. E chi non può contare su un’eredità, resta escluso dal mercato.Non sorprende che gli italiani lascino la casa dei genitori intorno ai 30 anni, ben oltre la media europea. A pesare sono stipendi più bassi, carriere precarie e un mercato immobiliare costruito su esigenze ormai superate.

Under 35 e casa: dati e intelligenza artificiale per una mappa delle criticità

Per comprendere le dinamiche del settore, l’analisi dei dati diventa centrale. Datasinc incrocia informazioni economiche, demografiche e territoriali con strumenti di intelligenza artificiale e machine learning. In questo modo, costruisce un quadro chiaro delle disparità territoriali e del divario tra redditi e costi delle abitazioni.

“L’approfondita analisi dei dati è essenziale per comprendere le dinamiche del settore immobiliare e individuare soluzioni per rendere l’accesso alla casa più equo”, spiegano Nicola Chiarini e Francesco Braggiotti, fondatori della startup. “L’utilizzo di intelligenza artificiale e machine learning consente di monitorare le criticità del mercato, evidenziando le disparità territoriali e i divari tra i redditi e i costi delle abitazioni, fornendo una base solida per politiche più efficaci e mirate”.

Il sistema rileva anomalie e frodi nei prezzi, identifica zone a rischio speculazione e permette di ottimizzare le politiche pubbliche. L’obiettivo è spingere verso una riqualificazione più efficiente e rispondere in modo mirato alla domanda reale.

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La crisi abitativa che colpisce gli under 35 non è solo un problema immobiliare. Tocca temi centrali come l’autonomia, la natalità, la mobilità sociale. Senza un accesso più equo alla casa, le giovani generazioni restano bloccate, con effetti a catena su tutto il sistema economico e sociale. I dati, se letti e usati con competenza, possono aiutare a invertire la rotta. Ma servono politiche pubbliche che guardino ai bisogni reali di chi oggi prova, senza successo, a costruire un futuro.


Autore

  • Marco Brunasso

    Scrivere è la mia passione, la musica è la mia vita e Liam Gallagher il mio Dio.
    Per il resto ho 30 anni e sono un musicista, cantante e autore. Qui scrivo principalmente di musica e videogame, ma mi affascina tutto ciò che ha a che fare con la creazione di mondi paralleli.
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