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Codemotion, punto di incontro fra aziende e sviluppatori: intervista alla CEO Chiara Russo

Cosa cercano le aziende? E gli svilupattori? La co-fondatrice di Codemotion ci aiuta a capirlo

Le aziende cercano i migliori sviluppatori, che a loro volta vogliono trovare un lavoro appagante. Ma molto spesso combinare le due esigenze diventa difficile. Codemotion, realtà che si dedica alla crescita professionale degli sviluppatori, si pone come punto di incontro: abbiamo quindi chiesto alla CEO e co-fondatrice Chiara Russo di spiegarci come possono incontrarsi aziende e community IT in questa intervista.

Intervista a Chiara Russo, CEO e co-fondatrice di Codemotion

Chiara Russo è CEO e co-fondatrice di Codemotion, che fa da punto di riferimento per moltissimi sviluppatori che vogliono crescere professionalmente. Ma anche per le aziende che cercano talenti in ambito tecnologico.

Russo, ignegnere informatico, nel 2009 incontra Mara Marzocchi, “psicologa di giorno e programmatrice di notte“. Insieme organizzano il primo JavaDay, che nel 2011 si trasforma in Codemotion. Una serie di conferenze aperte a diverse tecnologie e linguaggi di formazioni, che presto raggiungono quota 3.000 partecipanti. Un hobby che diventa startup: nel 2013, Chiara Russo lascia il suo impiego come account manager in una società di ingegneria e con Mara Marzocchi fonda ufficialmente Codemotion. E lo fa mentre si sposa e dà alla luce la figlia Margherita, dimostrando che una donna può fondare una startup e dedicarsi alla famiglia in contemporanea.

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Punto di contatto fra aziende e IT

L’avventura di Codemotion prosegue a gonfie vele, tanto che da poco si è chiusa con successo la Codemotion Conference. La nostra prima domanda a Russo non poteva quindi che riguardare l’evoluzione del rapporto fra aziende e community IT che ha visto in questi anni. Le aziende spesso dicono di investire sempre di più in digitalizzazione di strutture e processi. Ma è davvero così?

“Codemotion sin dalla sua nascita si è dedicata non solo alla crescita professionale degli sviluppatori, portando loro valore attraverso contenuti di alta qualità, ma si è anche impegnata verso le aziende che avevano bisogno di entrare in contatto con la nostra community” ci spiega Russo.

Da allora ad oggi la tipologia di aziende che si è interessata a queste figure si è allargata. Prima avevamo soprattutto aziende tech che avevano bisogno di visibilità nei confronti dei developer sia per i loro prodotti e sia per assumerli, oggi possiamo dire che questa necessità riguarda ormai una percentuale molto alta di aziende che, soprattutto spinti dalla digitalizzazione, stanno cercando sempre più profili tecnici che in realtà scarseggiano in termini di offerta. Tra i tanti settori uno di quelli maggiormente impattati e che seguiamo molto da vicino è proprio quello del banking, se pensiamo a quanto i loro prodotti verso gli utenti siano ormai digitali. Un altro ancora è quello delle assicurazioni, settori che tipicamente non sono associati all’idea di tecnologia“.

Intervista a Chiara Russo di Codemotion: Le figure tech più ricercate

Le aziende stanno cambiando, ma anche i professionisti: ci sono sempre nuove figure professionali. “Quello digitale e tecnologico è un mondo in continua evoluzione, per questo è importante per tutte queste figure essere costantemente aggiornate sui nuovi trend.

Ma quali sono le skill che le aziende cercano? Codemotion può basarsi su dati chiari per rispondere a questa domanda. “Dalla nostra piattaforma Codemotion Talent emerge che oggi le figure più ricercate sono gli sviluppatori back-end e front-end, full-stack, data scientist, architect, devops e persone che si occupano di IoT e Cloud.”

Il dialogo fra impresa e sviluppatori

Le aziende stanno sempre più cercando esperti IT. Ma trovare le persone giuste richiede conoscenze che molte imprese non hanno. “Codemotion è una community di sviluppatori, li conosce molto bene e soprattutto parla la loro stessa lingua: è questo che stiamo cercando di insegnare anche alle aziende, perché sappiamo quanto spesso i due mondi siano lontani tra di loro. Quello che abbiamo fatto è stato sviluppare una piattaforma (Codemotion Talent) in grado di facilitare il lavoro delle aziende nella ricerca del candidato perfetto per il loro ambiente di lavoro e dall’altro lato un luogo in cui i professionisti IT possono trovare il lavoro che meglio si avvicina al percorso di carriera che vogliono fare, con informazioni chiare, la massima trasparenza e in cui entrambe le parti possano beneficiare di una selezione puntuale e veloce.

Trovare la giusta figura necessita dei giusti tool. Anche perché la domanda è molto maggiore dell’offerta. Durante la nostra intervista, la CEO di Codemotion Chiara Russo ci spiega: “Secondo una recente ricerca di Codemotion, i professionisti tech ricevono in media 24 offerte di lavoro al mese e ogni giorno vengono pubblicate 500 nuove offerte con la parola chiave “sviluppatore”. Solo 13% degli sviluppatori sta cercando lavoro attivamente. C’è un gap incredibile tra domanda e offerta e la competizione è molto alta.”

Codemotion Conference è il più grande evento in Italia per la formazione degli sviluppatori
Codemotion Conference

Le soft skill necessarie

Dall’altro lato, le aziende spesso hanno la necessità di mettere figure tecniche in ruoli manageriali. Qualcosa che richiede competenze ulteriori rispetto alla mera programmazione. Russo ci spiega che: “Un’altra caratteristica che devono avere le aziende per essere attrattive nei confronti dei tech è quella di coinvolgere anche le figure prettamente IT in altri processi aziendali e perché no quelli di business. Quindi effettivamente per un professionista tech con la volontà di crescere a 360° potrebbero servire altre skill, quelle cosiddette soft, come la capacità di negoziazione, di comunicazione adattabilità, leadership e ascolto attivo, eventuali apripiste per ruoli manageriali e apicali o anche altri ruoli differenti“.

Intervista a Chiara Russo di Codemotion: il tema smart working

Tutti i lavoratori vogliono avere maggiore flessibilità lavorativa. Ma durante l’intervista Chiara Russo ci spiega che per gli sviluppatori è qualcosa di fondamentale. “Il lavoro “da casa” o meglio “da remoto” è spesso una conditio sine qua non quando parliamo di sviluppatori, oggi la concorrenza la fanno anche aziende di altri paesi che offrono lavoro a professionisti che vivono persino in continenti differenti.

Quindi il mondo degli uffici sta sicuramente cambiando moltissimo in questo, perché, in particolare per via della pandemia, oggi molti lavoratori non sono più disposti a impiegare il proprio tempo nei trasferimenti e nel tempo molte abitudini nel modo di lavorare e nel vivere il lavoro si sono modificate. Per gli sviluppatori questo è ancora più vero, infatti le aziende che ne sono alla ricerca hanno capito che offrire un salario equo e una cultura aziendale “attraente”, oltre che formazione e crescita continui non bastano, e spesso devono adeguare le proprie organizzazioni ad avere persone che lavorano in altre città, diverse da quelle dei propri uffici“.

Ma non è qualcosa che vale solo per chi programma. “Diciamo che in generale, per molte realtà, questo vale anche per altre figure aziendali, non solo tech: noi in Codemotion ad esempio abbiamo promosso lo smart working 5 giorni su 5 lasciando la libertà ai singoli team di organizzarsi per venire in ufficio con un sistema di prenotazione“.

Programmare e viaggiare: i nomadi digitali

Emerge sempre più la questione del nomadismo digitali. Viaggiare e lavorare può essere un plus valore per le aziende? “Dal mio punto di vista, assolutamente sì. Vale sia per noi che ne abbiamo diversi e soprattutto per il mondo tech dove il nomadismo digitale è stato già scelto dall’8,4% degli italiani (contro il 5,7% dei francesi e il 7,8% dei tedeschi). Ma se allarghiamo a chi se ne sente attratto, la percentuale tocca il 64,4% della popolazione, tra chi si sta già informando a riguardo (21,3%) e chi, per ora, si limita a sognare a occhi aperti (43,1%)”. (Analisi Volagratis.com 2021, ndr)

“Nature, spiagge, clima ma soprattutto poter uscire dalla propria routine da “vita in ufficio” sono gli elementi che rendono questo tipo di vita sempre più attraente e sono persone che spesso hanno anche esperienze diverse, punti di vista differenti e sono meno “contaminati” dalle vicende aziendali. Se pensiamo alla tipologia di figure professionali di cui stiamo parlando (Graphic Designer; Web Developer; Programmatore/Software Developer; Copywriter; Marketing Specialist; Blogger/Influencer; Editor; Social Media Manager), si tratta di professionisti che possono dare il proprio contributo con un valore diverso se non anche maggiore, a moltissime realtà perché ormai il digital è affare di tutti.

Questione di genere: le donne programmatrici restano in minoranza

Abbiamo voluto approffitare della disponibilità di Chiara Russo durante la nostra intervista anche per chiederle della questione di genere. Le donne sviluppatrici stanno aumentando? “Oggi le donne developer sono circa il 15-20% del totale e negli ultimi anni sono cresciute molto.

“C’è, però, ancora un gap culturale da colmare, per questo Codemotion promuove percorsi di formazione e orientamento alle nuove tecnologie per le studentesse delle scuole: da sempre, infatti, si impegna per le nuove generazioni con l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di genere, attraverso percorsi di formazione e progetti dedicati agli studenti delle scuole. In questo modo Codemotion si impegna ad avvicinare soprattutto le bambine e le ragazze alla tecnologia, consentendo loro di valutare un futuro nelle materie STEM senza pregiudizi“.

Un impegno necessario. “In Italia, così come nel resto d’Europa, è ancora molto bassa la percentuale relativa alla partecipazione femminile all’economia digitale: in UE solo il 18% di specialisti ICT è donna e in Italia la percentuale scende al 14,8%. [Women in Digital (WiD) Scoreboard 2020 realizzato dalla Commissione europea]. Eppure, secondo un sondaggio condotto da Codemotion e Logitech, il 56,86% degli intervistati ritiene che avere un maggior numero di donne all’interno dei tech team aiuterebbe lo sviluppo tecnologico del Paese“.

Il futuro di Codemotion

Per concludere la nostra intervista, abbiamo voluto chiedere a Russo come è andata la Codemotion Conference, specie dopo il periodo dei lockdown. “Sono passati due anni dalla nostra ultima conferenza fisica per via della pandemia. Ne abbiamo organizzate tantissime online, ma tornare dal vivo è stata un’emozione grandissima, soprattutto vedendo l’entusiasmo degli sviluppatori che non vedevano l’ora di rivivere quell’esperienza di formazione, incontro con speaker internazionali e soprattutto tanto networking. Posso dire che dal mio punto di vista è stata un successo, sia per noi di Codemotion per cui la conferenza è sempre stata un evento fondamentale, ma soprattutto per tutti i partecipanti che hanno potuto incontrare professionisti del tech come loro e confrontarsi con grandi realtà e piccole aziende che ci supportano nelle nostre attività.

E per il futuro? “La conferenza è sicuramente un evento fondamentale per noi e la community, ma il nostro percorso è concentrato soprattutto sullo sviluppo della nostra parte digital, ossia la piattaforma di Codemotion, che ci permette di stare in contatto con gli sviluppatori non solo in occasione della conferenza, ma tutti i giorni attraverso i nostri contenuti. E ancora più importante, il nostro impegno è dedicato ad essere un ponte di valore tra aziende, che vogliono assumere sviluppatori da un lato, e professionisti tech dall’altro, che vogliono invece trovare il lavoro dei loro sogni; per questo motivo il nostro focus sarà continuare a migliorare la nostra piattaforma di Talent che, come ho detto, permette un efficace matchmaking tra aziende, che hanno bisogno di assumere, e sviluppatori, che vogliono fare un salto di carriera.

“Oltre a questo, un altro elemento fondamentale sarà la continua espansione all’estero, andando in particolare a investire in paesi dove siamo già presenti, come la Spagna.

Trovate maggiori informazioni su Codemotion sul sito ufficiale.

Autore

  • Stefano Regazzi

    Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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