
La Cina non vuole i chip per l’IA di NVIDIA. Il 17 settembre, la Cyberspace Administration of China (CAC) ha chiesto alle principali compagnie del Paese, incluse Alibaba e ByteDance (la proprietaria di TikTok) di cessare i test delle schede grafiche destinate all’Intelligenza Artificiale sviluppate da NVIDIA appositamente per il mercato cinese, a partire dalla RTX Pro 6000D, che il Team Verde aveva progettato cercando di “circumnavigare” le sanzioni americane sull’export hi-tech verso la Cina. Non solo: la autorità di Pechino hanno chiesto alle aziende nazionali di non piazzare più alcun nuovo ordine e di rescindere i contratti per gli acquisti già programmati per i prossimi mesi. Cosa è successo?
Chip NVIDIA in Cina: lo stop di Pechino
La notizia arriva a pochi giorni dall’annuncio di ordini massicci della RTX Pro 6000D da parte delle maggiori compagnie hi-tech cinesi, che intendevano utilizzare le GPU di NVIDIA come spina dorsale per i loro server dedicati all’Intelligenza Artificiale. Ad agosto, inoltre, Pechino aveva promulgato una stretta sulle importazioni di un altro chip targato NVIDIA, l’H20, a seguito di alcune forti dichiarazioni del Segretario del Commercio americano Howard Lutnick. Nello specifico, Lutnick aveva detto che «non vendiamo [alla Cina] le nostre migliori tecnologie, né le seconde e le terze per qualità. Vogliamo convincere gli sviluppatori cinesi quel tanto che basta per renderli dipendenti dalla nostra tecnologia». Con queste frasi, ritenute “offensive” da Pechino, Lutnick di fatto spiegava che la strategia di Washington è quella di mantenere la Cina in uno stato di inferiorità tecnologia e di dipendenza dai propri chip.

Chiaramente, il governo cinese non l’ha presa bene. Dapprima, la Cyberspace Administration of China (CAC) e la National Development and Reform Commission (NDRC) hanno intimato, benché solo in via informale, a compagnie come ByteDance e Alibaba di interrompere gli ordini di chip H20 e di spostarsi su tecnologie proprietarie, o quantomeno sviluppate in Cina. Il secondo capitolo della querelle USA-Cina sui chip di NVIDIA è stato scritto nelle scorse ore, per giunta con delle linee guida molto più forti delle precedenti. Secondo la CAC, il blocco ai chip del colosso di Santa Clara avrebbe due finalità: una è quella di ridurre le tendenze monopolistiche di NVIDIA nel settore delle GPU per l’Intelligenza Artificiale; l’altra è quella di promuovere la produzione cinese di schede video destinate a server e datacenter, che – a sentire le autorità di Pechino – avrebbe ormai raggiunto una qualità paragonabile a quella americana.
Chip NVIDIA in Cina: i risvolti per il settore dell’IA
Chi ci perde? Innanzitutto, NVIDIA. La Cina è uno dei principali mercati per l’export di schede video del Team Verde – se non il più grande in assoluto, almeno per volumi. Dopo l’annuncio di Pechino, le azioni dell’azienda sono crollate di più del 2% in poche ore, salvo poi riprendersi lentamente negli ultimi giorni. NVIDIA ci perde anche perché ha speso ingenti forze nello sviluppo dei chip H20 e RTX Pro 6000D, destinati esclusivamente al mercato cinese e depotenziati per rispettare le sanzioni americane sull’export di schede video verso l’Asia.
Cosa faranno le aziende cinesi?
Ma, per come stanno attualmente le cose, anche le aziende hi-tech cinesi non se la passano benissimo. Al di là delle accuse di tendenze monopolistiche – poco più che una scusante per delle misure draconiane – la mossa di Pechino arriva in un momento in cui la Cina si sente in grado di competere con gli USA dal punto di vista tecnologico, almeno nei chip per l’IA. Pochi giorni prima che la misura anti-NVIDIA venisse approvata, infatti, il governo cinese aveva incontrato i rappresentanti di Alibaba, Baidu, Huawei e Cambricon – i principali chipmaker cinesi – per verificare lo stato dei loro lavori. Lo stop alle importazioni di chip H20 e RTX Pro 6000D, dunque, arriva anche sull’onda di una ritrovata fiducia nella produzione nazionale di chip.

Il problema, qui, è duplice. Da un lato non sappiamo con precisione se veramente la Cina si sia messa al passo con gli USA dal punto di vista tecnologico, e tanti commentatori (americani soprattutto, questo va detto) credono che un simile salto in avanti nel design dei chip sia semplicemente impossibile in così poco tempo. Dall’altro lato, ormai è chiaro che il nodo cruciale delle schede video per l’Intelligenza Artificiale non è il tasso di innovazione, ma la disponibilità: gli ordini sono cronicamente superiori alla disponibilità, anche perché produrre in serie le schede video per server e datacenter richiede tempo, specie nella fase di test e avvio delle linee produttive. Il rischio, insomma, è che Pechino si trovi con dei chip per l’IA capaci di competere sulla carta con quelli americani, ma prodotti in quantità troppo basse per poter sostenere l’impetuoso sviluppo tecnologico delle aziende nazionali.
Non c’è nulla da temere, secondo Pechino
Di nuovo, però, pare che Pechino non sia troppo preoccupata. Al contrario, il Financial Times riporta l’approvazione, ad agosto, di un piano per triplicare la produzione di chip per l’IA sul suolo nazionale entro la fine del 2026. Sempre il FT ha parlato con una fonte interna al Partito Comunista Cinese, secondo la quale «il consenso generale dei dirigenti sul tema è che ci sarà presto un’offerta interna di chip più che sufficiente per soddisfare la domanda nazionale senza dover acquistare chip di NVIDIA». Nel mentre, anche DeepSeek, che tutti conosciamo per il clamoroso lancio a inizio anno del suo LLM “low-cost” R1, ha annunciato la compatibilità del suo prossimo modello con le “schede video cinesi per l’IA di nuova generazione”, senza però fare riferimento a produttori specifici.
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- Il kit per sviluppatori può essere alimentato da micro-USB e viene fornito con ampie possibilità I/O, che vanno da GPIO a CSI. Questo rende semplice per gli sviluppatori collegare un set diversificato di nuovi sensori per consentire una varietà di applicazioni di intelligenza artificiale. Ed è incredibilmente efficiente nei consumi energetici, con un consumo di appena 5 Watt.
- Jetson Nano è supportato anche da NVIDIA JetPack, che include un pacchetto di supporto per schede (BSP), librerie per Linux, NVIDIA CUDA, cuDNN e TensorRT per deep learning, computer vision, elaborazione GPU, elaborazione multimediale e molto altro. Il software è anche disponibile utilizzando un'immagine su scheda SD, che rende facile e veloce iniziare.
- Lo stesso SDK JetPack viene utilizzato in tutta la famiglia di prodotti NVIDIA Jetson ed è completamente compatibile con la piattaforma di intelligenza artificiale leader a livello mondiale di NVIDIA per l'addestramento e la messa in produzione di software di intelligenza artificiale. Questo collaudato stack di software riduce la complessità e lo sforzo da parte degli sviluppatori.






