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Carenza di chip, in arrivo problemi anche per gli switch destinati ai data center

Ci potrebbero volere fino a 16 settimane per avere un nuovo switch

La crisi che sta causando la carenza di chip è un problema che è ancora lontano dall’essere risolto e continuerà a mietere vittime dopo aver seminato il caos nel l’industria automobilistica, il prossimo settore a risentirne potrebbe essere quello degli switch destinati ai data center .

Le aziende che vogliono acquistarli dovranno affrontare tempi di consegna più lunghi e carenza di scorte per il resto di quest’anno e , soprattutto anche per il prossimo. Intanto la loro domanda, secondo quanto riportato da Dell’Oro Group, continua a salire. Il capo del team di ricerca del data center, Sameh Boujelbene, fa notare che uno degli avvertimenti che ciò potrebbe accadere è stato l’annuncio da parte di Broadcom, fatto qualche mese fa, che dichiarava come il 90% della sua produzione totale di chip del 2021 era già impegnata a marzo.

Secondo Boujelbene, sia per le piccole sia per le grandi aziende nel bel mezzo dalla loro trasformazione digitale, i responsabili IT tendono a precipitarsi per effettuare prenotazioni e acquisti anticipati laddove compaiono previsioni di carenza, e Dell’Oro prevede che in questo specifico caso, il problema arriverà nel 2022.

Carenza di chip, per avere uno switch per data center occorrono 16 settimane

Prima della crisi, la consegna media degli switch per i data center era compresa tra le quattro e le otto settimane, ora è praticamente doppia. Ciò significa che, in particolare, le aziende potrebbero dover attendere diversi mesi per le nuove apparecchiature che hanno ordinato. Anche i fornitori di servizi cloud potrebbero dover affrontare ritardi più che significativi.

Su questo Boujelbene fa notare che “è un problema che riguarda l’intero settore. Non c’è un solo motivo per cui si è verificata questa crisi, la domanda arriva dalle case automobilistiche e, da parte del settore delle reti, ZTE e Huawei si sono dedicate all’accumulo di chip prima che entrassero in vigore le sanzioni degli Stati Uniti contro di loro“. Inoltre, sottolinea che l’offerta continua a diminuire e la domanda è in aumento, e che le cose dovrebbero peggiorare fino alla fine dell’anno, senza avere un’idea di quando inizieranno a migliorare. D’altra parte, sottolinea Boujelbene che, sebbene l’accumulo di chip sia iniziato lo scorso anno, è probabile che continui ad avere gravi ripercussioni sulla catena di approvvigionamento per diversi anni.

In particolare, è probabile che la carenza di chip WLAN sia particolarmente grave, mentre gli switch principali potrebbero essere un po’ meno colpiti. Ma sono previsioni incerte, perché la domanda di dispositivi elettronici potrebbe continuare a crescere.

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Danilo Loda

100% "milanes", da una vita scrivo di bit e byte e di quanto inizia con on e finisce con off. MI piace tutto quello che fa rumore, meglio se con un motore a scoppio. Amo viaggiare (senza google Maps) lo sport, soprattutto se è colorato di neroazzuro.

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