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L’antitrust francese multa Google per la pubblicità online

220 milioni di euro per abuso di posizione dominante

Google ha accettato di pagare una multa da 220 milioni di euro commissionata dall’antitrust francese per abuso di posizione dominante nel settore della pubblicità online. Secondo l’agenzia Google ha approfittato di avere sia la principale piattaforma per le aste pubblicitarie ADX che il principale sistema di vendite DoubleClick for Publishers per favorire i propri servizi.

Google multata dall’antitrust francese per le pubblicità

L’indagine francese dell’Autorité de la Concurrence parte dalle denunce fatte da alcuni grossi editori come Newscorp e Le Figaro. Secondo questi editori, il sistema per acquistare pubblicità avvantaggia troppo Google e danneggia gli avversari, proprio per la posizione dominante del servizio.

Google non solo ha accettato il pagamento della multa ma ha promesso di impegnarsi a rendere più semplice l’uso degli strumenti per la vendita di pubblicità anche ai concorrenti. Il tutto in un lasso temporale di tre anni, come potete leggere in questa dichiarazione della società.

Isabelle de Silva, presidente dell’Autorità della concorrenza francese spiega che: “La decisione di sanzionare Google ha un significato molto speciale perché è la prima decisione al mondo per indagare su processi algoritmici complessi”.

Questa non è la prima volta che l’Autorité de la Concurrence multa Google. Infatti già nel 2019 aveva commissionato una multa da 150 milioni di euro. In quel caso la valutazione aveva riguardato Google Ads, che permette di posizionare pagine sponsorizzate all’interno dei risultati di ricerca di Google. Secondo il garante francese, Google aveva agito in maniera poco chiara con gli inserzionisti. In particolare aveva sospeso o bloccato alcuni degli inserzionisti senza una giustificazione plausibile.

Questa decisione, secondo de Silva, dovrebbe permette di ripristinare “un campo di gioco equo per tutti gli attori e la capacità degli editori di sfruttare al massimo i loro spazi pubblicitari”.

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Source
Il Post

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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