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Accessibilità digitale: come adeguarsi in quattro step 

Una statistica ISTAT conferma che sono più di 3 milioni in Italia le persone con una qualsiasi forma di disabilità, numero che sale a 87 milioni se si prende in considerazione l’intera Unione Europea. I cittadini disabili possono spesse incorrere in barriere per l’accesso a prodotti e servizi, anche digitali. Basti pensare che in Italia il 97% dei siti internet non sono ancora navigabili da persone con disabilità (ciechi, ipovedenti, non udenti, daltonici, epilettici, utenti che non possono utilizzare il mouse, eccetera).

Con il Covid questa criticità è stata amplificata, ma allo stesso tempo, si è finalmente posta una maggiore attenzione nei confronti del problema della digitalizzazione.

L’accessibilità digitale

Negli ultimi mesi si è sentito parlare con più insistenza di accessibilità digitale poiché i membri della UE hanno posto come scadenza il 5 Novembre 2022 per far adottare e pubblicare agli stati membri la propria Digital Accessibility Law. Dalla fine di questo mese, infatti, coloro che producono prodotti e servizi digitali (dagli hardware alle piattaforme di commercio elettronico, dai servizi bancari per consumatori alle app ai portali per il trasporto pubblico) dovranno iniziare a lavorare per garantire (con deadline a Giugno 2025) la conformità ai requisiti di accessibilità.

Rendere accessibile un’impresa in 4 step

Cosa possono fare quindi le aziende per essere a norma? In 4 passi è possibile adeguarsi alle nuove linee guida e fornire i propri prodotti o servizi digitali in maniera completamente accessibile e inclusiva.

Primo step: formare il team di produzione

La formazione sull’accessibilità deve includere sia i designer sia gli sviluppatori perché deve riguardare sia il codice che l’interfaccia del prodotto. Formare le giuste risorse permette quindi di essere pronti alle future esigenze di produzione e per ottimizzare i prodotti già esistenti.

Secondo step: test e valutazioni

Testare i prodotti digitali e valutarne la conformità rispetto alle più recenti linee guida per l‘accessibilità dei contenuti web è essenziale. Così è possibile scoprire se ogni prodotto è utilizzabile da parte del maggior numero di utenti possibili, senza discriminazione, inclusi gli utenti disabili.

Terzi step: Remediation

In questo step si lavora per eliminare le barriere di accessibilità per persone con disabilità. Così che i siti web rispondano ai più recenti requisiti di accessibilità richiesti dalla normativa e vengano sfruttati da tutti.

Ultimo step: Crowdtesting

In questa fase vengono effettuati test di valutazione dell’usabilità, direttamente da utenti con disabilità. Se garantire l’accessibilità significa mettere l’utente al centro del prodotto, includere gli utenti reali nel processo di test permette di assicurarsi che il prodotto sia efficace a tutto il suo audience.

Diventare 100% accessibili è il primo passo per rendere anche i prodotti digitali un modo utile e pratico per restare connessi e risolvere le praticità quotidiane. Ogni utente ha diritto a questo, nessuno escluso.

Martina Ferri

Sono laureata in filosofia, gattara, vegetariana e vesto sempre di nero. Ora che vi ho elencato i motivi per cui potrei sembrare noiosa, posso dirvi che amo la musica, i libri, la fotografia, la pizza, accamparmi in tenda vicino al main stage di qualche festival! Che dite, ho recuperato?

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