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3 startup B2B spiegano la ricetta per arrivare allo scale-up

La chiave del successo business-to-business

Lanciare un’azienda è una sfida complicata ma appagante, entusiasmante quando le cose funzionano nel verso giusto. Ma come arrivare al livello successivo? 3 startup che lavorano nel B2B hanno condiviso la propria ricetta per uno scale-up di successo.

Startup B2B e la ricetta per uno scale-up di successo

La Camera di Commercio americana ha di recente messo in luce il lavoro di tre startup che lavorano nel B2B, molto diverse fra loro, che hanno condiviso la propria ricetta per uno scale-up. Public Goods vende prodotti per l’igiene nel settore retail e hospitality. Via.Delivery permette ai retailer di gestire il proprio eCommerce e inviare i prodotti ai propri clienti. E Airbase combina servizi come le carte di credito corporate e servizi di gestione spese in una singola piattaforma.

Tre realtà che stanno avendo rientri notevoli e stanno crescendo la propria profittabilità nel lungo periodo. Effettuando uno scale-up della propria giovane startup dell’ambito B2B. Seguendo alcune ricette che pensano vincenti.

Fornire ai partner una novità da proporre ai clienti

Mitchell Nikitin, Co-Founder e CEO di Via.Delivery spiega invece il successo della propria azienda con l’aver fornito un valore aggiunto innovativo ai propri partner. Presente in oltre 24 mila postazioni negli USA, ha proposto l’iniziativa BOPA: Buy Online, Pick Up Anywhere.

La loro tecnologia infatti permette di ritirare il proprio ordine online nei Walgreen o nei Kroger, grandi catene di negozi americane. Ma anche stazioni di servizio e altri centri di questo tipo. Il vantaggio è che, invece di consegnare casa per casa, si raggiunge una posizione comoda vicino ai clienti. Riducendo drasticamente i prezzi per le consegne.

Un modello che risulta oltretutto sostenibile nel lungo periodo, quando metà degli acquisti a livello globale sarà fatto online: un futuro non così lontano. Che richiederà soluzioni intelligenti, come questa.

Trovare partner affidabili per guidare lo scale-up delle startup B2B

Thejo Kote, Founder e CEO di Airbase, spiega che la sua startup non ha mai voluto fare solo da carta di credito corporate. L’obiettivo invece era di permettere ai dipendenti dei partner di spendere in maniera accurata, con piena visibilità delle spese a livello di team. Un servizio completo, che permette una gestione più accurata da parte dei partner.

E Airbase ha trovato quelli giusti. Infatti ha stretto relazioni con Amex Venture, con la quale ha lanciato un progetto di integrazione delle carte corporate American Express. Non o solo per le spese, ma anche per i rimborsi e le note spese. Collaborando con un business ben stabilito Airbase ha saputo scalare il proprio.

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Le partnership non spingono solo le vendite, ma anche la brand awarness per il B2C

Chris Breen, Head of Partnerships di Public Goods, ha spiegato come la strategia di crescita della startup si basa su relazioni di successo con i propri partner, come la piattaforma di hospitality Zeus Living. Il 60% del business di Public Goods sta nel settore dell’ospitalità, mentre il 40% è nel settore retail, dove i prodotti sono venduti direttamente ai clienti. E La startup ha stabilito relazioni con piattaforme ma anche con singoli ospiti su AirBnB.

La loro ricetta è semplice: il prodotto di qualità migliora il soggiorno degli ospiti. Ma al tempo stesso i saponi e la linea di prodotti di Public Goods giova dell’atmosfera di relax che le persone trovano negli hotel e negli AirBnB. Questo genera brand awarness, con le compagnie e gli hotel che richiedono i prodotti che la startup propone. Una ricetta che per le startup B2B che puntano anche a vendere nel B2C, può fare la differenza.

Certo, la qualità del prodotto è essenziale. Ma l’arrivare negli hotel e negli AirBnB con partnership mirate ha permesso di crescere del 328% nel 2021.

Queste sono tre ricette di startup che hanno saputo trovare la giusta proposta per i partner. E forse potrebbero essere uno spunto anche per gli startupper italiani.

Source
US Chamber

Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, nerd da prima che andasse di moda.

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